Garmin Pacers

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I pacemaker sono i tuoi angeli custodi durante la corsa!

Un gruppo di atleti a tua disposizione che ti aiuterà a chiudere la maratona nel tempo che ti sei prefissato.

Scopri il team del 2016 capitanato da Julia Jones!!!


Ecco i componenti del GARMIN PACERS:

Pacers 2h50'

 Zuccarello Nicola Zuccarello

560x560 Favaro Cristiano Favaro
Ciao a tutti,

mi chiamo Cristiano Favaro e corro per la Amatori Atletica Chirignago; ho 44 anni e vivo a Mira con mia moglie e i miei due figli. Alla Venicemarathon sarò uno dei vostri pacer.
Dopo tanti anni trascorsi tra i campi da basket di mezzo Veneto, nel 2008 mi sono avvicinato alla corsa, per sfida. Avevo promesso ad alcuni amici che, non appena smessi i panni da giocatore di pallacanestro, avrei corso una maratona. E così ho fatto: quell’anno ho fatto il mio esordio sulla 42 km, proprio a Venezia.
Da allora la corsa ha assunto un ruolo importante nella mia vita: senza trascurare la famiglia, cerco di allenarmi con regolarità - per lo più la mattina presto - e di concedermi almeno un paio di maratone all’anno.
Il 23 ottobre correrò per la prima volta da “palloncino”. Ci pensavo da un po’ ma è stato l’entusiasmo di un’amica a convincermi a farlo.
Più volte mi è capitato di aiutare qualche amico in allenamento o in gara; in questa maratona voglio mettermi a disposizione degli altri in modo che, con il mio aiuto, possano raggiungere il loro obbiettivo.
Il mio motto? “Onestà, sempre”, nello sport come nella vita. Non serve cercare alibi quando qualcosa non va come si era programmato: meglio riflettere sull’accaduto e farne esperienza.
Buona corsa a tutti.


  Marco Turri
 

Pacers 3h00'

560x560 DeVicenti Alessandro de Vincenti

Manfrin Stefano Manfrin

La Salandra Anthony La Salandra
 

Pacers 3h10'

Preziosa Massimo Preziosa
Ciao a tutti,
mi chiamo Massimo e anche quest’anno sarò pacer alla Venicemarathon.
Già, perché per me non sarà la prima volta.
Per anni l’ho corsa con un pettorale appuntato sulla maglia poi, nel 2011, sul treno che mi portava a Venezia proprio per l’ennesima 42 km nella città lagunare, ho conosciuto uno dei pacer. Per tutto il viaggio mi ha raccontato la sua esperienza e mi ha affascinato non poco.
Una volta tornato a casa ho subito contattato l’organizzazione per candidarmi a fare il pacer nell’edizione dell’anno seguente.
Così, nel 2012, ho scoperto un modo di correre completamente diverso da quello a cui ero abituato: correre per gli altri e non per me stesso, essere una piccola ancora di salvezza per tanti maratoneti che si cimentano per la prima volta con i 42 km, o per chi si è posto l’obiettivo di migliorare il proprio personale.
Da quando sono entrato nel mondo degli “assistenti di gara”, mi ritrovo quasi tutti i weekend a preparare la borsa con i pantaloncini, scarpe e gli immancabili pennarello e fischietto. In un anno corro circa 8-10 maratone come pacer e altrettante 21 km. A volte il calendario delle gare ti obbliga a recuperi obbligati in pochi giorni. Quando corro le maratone sono tre o quattro consecutive e accuso un po’ la stanchezza, mi chiedo “Chi me lo fa fare?”. Però quando poi mi ritrovo nella mischia, quando i runner iniziano a farmi domande sulla gara e capisco che contano su di me, beh.. allora mi rianimo ed è come se quei 42 Km fossero i primi della stagione.
Il ricordo più bello, da pacer, è legato alla Maratona Lago Maggiore del 2014. Per 42 km ho vissuto insieme all’atleta che era al mio fianco la sua stessa tensione, la sua paura di non farcela e quando abbiamo tagliato il traguardo insieme, centrando l’obiettivo, la gioia è stata incontenibile.
Tanti sacrifici ma tanti bellissimi momenti che cancellano la fatica di quei lunghi 42.195 Km.
Il mio motto? “Forza ragazzi: si parte insieme e si arriva al traguardo insieme!”.


Furlan Luigino Furlan

560x560 Manzi Aldo Manzi
 

Pacers 3h20'

Sartor Adriano Sartor

Baratto Gianluca Baratto
Ciao a tutti,
sono Gianluca Baratto e il 23 ottobre sarò a Venezia come pacer ufficiale del Garmin Team per la maratona. Se il vostro obiettivo è correre i 42,195 km in 3h20’ allora individuate il mio palloncino e seguitemi: correremo insieme, fino al traguardo, e vi aiuterò a raggiungerlo.
Non è la prima volta che faccio “l’aiutante di battaglia” – come dico io - e non è nemmeno la prima volta che lo faccio alla Venicemarathon. Mi è già capitato diverse volte ma devo ammettere che qui a Venezia è sempre stata un’emozione particolare, che non ha paragoni.
L’idea è nata alcuni anni fa, grazie ad un amico e collega, Adriano Sartor, con cui ho condiviso tante gare e avventure. Quella che ricordo più di altre è stata la mia prima 100 km di Asolo, corsa proprio con lui: una delle mi esperienze più belle come runner.
Amo correre perché mi regala un grande senso di libertà e di benessere, e infatti per me la preparazione è uno stile di vita, più che una tabella d’allenamento. Fare il pacer significa poter trasmettere queste sensazioni a chi corre con me, a chi crede come me in questo sport e aiutarlo a raggiungere la sua meta.
E per darmi la carica mi ripeto ad alta voce: “Forza gladiatori, è ora di andare!”.
Vi aspetto a Venezia, tutti pronti!

560x560 Rossato Paolo Rossato
Ciao a tutti,
io sono Paolo: runner dal 2001 e Pacer dal 2013, da quella mezza maratona di Cremona che cambiò il mio modo di correre.
Ho sempre fatto sport nella mia vita: calcio, tennis, canottaggio. La corsa però ha avuto sempre un ruolo importante, me ne sono innamorato fin da subito.
Dopo anni passati alla ricerca del tempo e del “personale”, però, volevo qualcosa di più: volevo aiutare gli altri, divertirmi e far divertire e supportare tutti i runner decisi a seguirmi per 42 chilometri e 195 metri, verso il traguardo.
In questi tre anni ho corso, come pacer, 16 maratone: qualcuna in più di quelle che corso da solo, tirando dal primo all'ultimo metro. E’ come aver fatto 16 volte il “personale”: i sorrisi e i ringraziamenti che ricevi dopo il traguardo ti ripagano di tutta la fatica e della dedizione in allenamento che una gara come la maratona ti impone.
Sì, perché correre 42 chilometri non è una cosa che si può improvvisare, non è una gara che ti inventi da un giorno all’altro. Una tale distanza richiede al tuo fisico una preparazione adeguata e molta costanza. Io mi alleno quattro volte la settimana. Di solito faccio tre uscite brevi infrasettimanali di 10 o 12 chilometri, cercando di approfittare del tempo a disposizione che - con il lavoro - è sempre poco, e un lungo domenicale di 30-36 km. Mi è sempre bastato questo per correre e finire una maratona.
Fare il pacer è davvero un'esperienza unica, che ti rimane dentro: non ti lascia più e diventa parte di te. Ecco perché spero di poterlo fare per molti anni ancora.
Vi aspetto alla partenza della Venicemarathon, con il tempo e il nome sul palloncino, e il sorriso che non manca mai, perché quello che ci accomuna è una passione bellissima.
 

Pacers 3h30'

Simionato Fabio Simionato

Bossi Giuseppe Bossi
Ciao a tutti,
mi chiamo Giuseppe e, a Venezia, sarò pacer per la 42 km.
L’idea è nata per caso, vedendo i "palloncini" durante le maratone che ho corso. Mi chiedevo: “Ma perché corrono cosi?”. E poi ho capito!
Ho scoperto la corsa negli ultimi anni. Sono sempre stato uno sportivo ma prima ero affascinato più dal pallone. Attorno a me però vedevo sempre più gente correre, così mi sono incuriosito e mi è venuta voglia di provare a seguire il loro esempio. La passione è nata subito, fin dalla prima uscita e da allora non ho più smesso.
Oggi mi alleno quando posso: il mio lavoro mi porta in giro per il mondo, ma la prima cosa che metto in valigia, prima di partire per un viaggio, sono sempre le scarpette per correre. Ogni volta che posso, le uso. Non importa dove né che ore sono. Le infilo ai piedi ed esco a correre.
Fare il pacer è un’altra passione, diversa dal correre per se stessi ma, forse per questo, ancora più emozionante. Mi piace correre per gli altri, mi piace aiutarli a raggiungere i loro obiettivi, così come io ho raggiunto i miei. Negli ultimi anni praticamente faccio solo questo, corro solo come “palloncino”, in Italia ma anche all’estero. E ogni volta mi regala grandi emozioni e soddisfazioni.
Gli abbracci , a fine gara, di chi hai aiutato a raggiungere un obiettivo sono qualcosa di incredibilmente bello.
Il mio motto? Divertiti e sorridi. L’obiettivo principale l’hai già raggiunto.   

560x560 Ioppolo Gianluca Ioppolo
 

Pacers 3h40'

Coppo Max Coppo
Ciao sono Massimo e faccio il pacer qui a Venezia sin dalla prima edizione in cui è stata introdotta questa opportunità per i podisti.
Ho perso il conto preciso, ritengo fosse il 2000.
Da allora ho piacevolmente profuso il mio impegno ed il binomio col Julia (Deus ex machina di questa avventura) ha sempre corso all’unisono.
Avrei dovuto aspettarmelo perché, quando a 6 anni ho cominciato a fare basket, era con gli altri. Da soli non si va da nessuna parte; assieme ai miei amici ci siamo tolti parecchie soddisfazioni. Abbiamo vinto e perso tante partite: è la vita. Ridi, piangi, ti rialzi sempre per ricominciare.
La maratona dal 1994 e gli ironman dal 2001 hanno poi segnato un altro solco importante nel mio percorso personale. Senza la famiglia ed il mio lavoro (colleghi compresi) tutto questo non sarebbe mai stato possibile: è la cosa che mi ripeto durante le quotidiane e solitarie sedute in bici, a piedi o in vasca.
Altra certezza è stato l’approccio alla lunga distanza: graduale e sempre misurato.
Ho avuto dei grandi maestri di vita e di sport dai quali prendere spunto.
Il mio motto da sempre è “un passo alla volta”. E’ dalle piccole cose che possono nascere delle imprese

Lion Tiziano Lion

Fassa Paolo Fassa
 

Pacers 3h50'

420x420 Barone Cesario Barone

  Alberto Serra

560x560 Abbiati Davide Abbiati
 

Pacers 4h00'

Nalesso Stefano Nalesso

Grosso Roberto Grosso

560x560 Monetti Cesare Monetti
 

Pacers 4h15'

Sacanna Massimo Sacanna

Callegaro Alvise Callegaro

Carozzo Luca Corazza
 

Pacers 4h30'

Losurdo Alina Losurdo
Ciao a tutti!
Mi chiami Alina Losurdo (Pasqua) e il prossimo 23 ottobre sarò uno dei vostri pacer alla Venicemarathon.
Non sarà la mia prima esperienza: corro da tempo e ho già partecipato a diverse maratone “con il palloncino”. Mi piace lo sport, mi piacciono il triathlon e la corsa; soprattutto mi piacciono le lunghe distanze, dai 42 km in su. Ho chiuso un Ironman in 11h39, proprio a Venezia, nel 2016, che mi è valso la qualifica per il mondiale Samorin 2017 di half distance.
Ho all’attivo 67 maratone, in tutta Italia, di cui almeno una trentina da pacer.
Corro da quando avevo 23 anni. Ho iniziato dopo un lungo periodo di stop dal ciclismo, il mio primo amore, per perdere qualche chilo di troppo e con l’obiettivo di avvicinarmi al triathlon.
Nel 2007 mi sono dovuta operare al ginocchio destro e ho temuto di non poter più tornare a fare sport. Invece, grazie alla riabilitazione, alla determinazione e alla forza di volontà, due anni dopo sono riuscita a correre la mia prima maratona, a Firenze. Lì ho conosciuto una ragazza che faceva il pacer e sono rimasta affascinata dalla sua passione e dal suo altruismo.
Nel 2011 ho seguito il suo esempio e ho iniziato a gioire per i sogni degli altri. Sono stata “palloncino” delle 4h15’ e delle 4h45’, ma anche delle 6 ore, con i camminatori.
Fare il pacer richiede serietà ed entusiasmo, da dosare in parti uguali. Significa essere bravi a scandire il passo, ma continuando a sorridere e senza smettere di sollevare, neo momenti di crisi, chi si fida di te. Ognuno di loro ha una storia e le porto tutte dentro di me. Ogni volta che ho portato il palloncino è stato un momento speciale, che ha saputo anche regalarmi bellissime amicizie.
“Un passo alla volta, facciamo il giro del mondo”, questo è il mio motto. Perché volere è potere.


gianpoalo palladino Gianpaolo Palladino

560x560 Leita Andrea Leita
Ciao a tutti!
Io sono Andrea Leita e il prossimo 23 ottobre sarò uno dei pacer della Venicemarathon.
E per me sarà la prima volta.
Non ho mai fatto prima d’ora l’assistente di gara, anche se corro ormai da 15 anni. Ho sempre fatto le mie gare da solo.
Da un paio d’anni, in seguito ad un piccolo infortunio, ho iniziato a dedicarmi alle lunghe distanze e mi sono cimentato in diverse maratone, ultratrail e 100 km.
L’occasione di fare il pacer è arrivata per caso, proprio quest’anno, parlando con un amico. Anche lui è un runner e, a differenza mia, fa il pacer alle gare da molto tempo.
“Perché non provi a farlo anche tu?”, mi ha detto. “Conoscendoti, saresti perfetto”.
Ho voluto dargli retta e ho seguito il suo consiglio. Ed eccomi qui, alla mia prima esperienza a Venezia. E chissà, magari anche per voi sarà un esordio..
Potrete contare su di me: sono molto motivato, determinato e soprattutto sono curioso di provare questa particolare esperienza. Voglio poter dare il mio contributo per aiutare i runners che mi seguiranno a raggiungere il loro obiettivo, qualunque esso sia.
Il mio motto? “Non ci sono condizioni atmosferiche avverse, ma solo uomini arrendevoli”.
Quindi, avanti tutta. Il traguardo della Venicemarathon ci aspetta!

Pacers 4h45'

Danesin Andrea Danesin

 STricarico Sabrina Tricarico
 

Pacers 5h00'

Dileo Mariella Di Leo
Mi chiamo Mariella e sarà la vostra pacer delle 5h alla Venicemarathon.

Non sarà certo un esordio per me: né sulla distanza dei 42 km né nelle vesti di pacer.
Ho iniziato a correre molti anni fa, per smaltire il peso ereditato da 2 gravidanze ravvicinate. Ero arrivata a pesare 100 kg. Sono arrivata a correre tre volte una 100 km.
La vita non ti risparmia nulla, ma la corsa in tuti questi anni è stata un’amica fedele e paziente, mi ha ascoltata, mi ha accompagnata; ha saputo raccogliere le mie lacrime così come le mie gioie, restituendomi equilibrio. Oggi mi alleno sulla battigia del lungomare “Pietro Mennea", a Barletta, un posto magico, e la corsa è la mia vita. Non è solo una passione: gli allenamenti e i sacrifici sono il mio modo per ripagarla di tutto quello che mi ha dato, dello stato fisico e mentale che mi ha permesso di raggiungere.
Da quando ho iniziato, ho corso 50 maratone: di queste, 47 solo negli ultimi tre anni e 30 da pacer.
Ormai non so più correre senza palloncino.
E’ un ruolo che dà un valore aggiunto a ogni medaglia da finisher. Accompagnare qualcuno al traguardo ti permette di entrare nel suo cuore e di rimanere per sempre nei suoi ricordi.
Il ricordo che invece è rimasto nel mio, di cuore, è del 2011, alla maratona di Roma. Al 21 km ho raccolto un ragazzo che stava mollando per crampi; è arrivato con me fino al traguardo, tra gioie e dolori e da quell’esperienza è nata un’amicizia che dura ancora oggi. E’ la magia della corsa, che rende amici anche due sconosciuti.
Il mio motto? Come pacer delle 5h non può che essere “Chi va piano, va sano e va lontano”, l’importante è arrivare lontano, sani e con il sorriso.


Ballarino Michele Ballarino

560x560 Bonizzoni Daniela Bonizzoni
 

Pacers 6h00'

Manelli Paolo Manelli

Califano Cinzia Califano
Ciao a tutti!
Mi chiamo Cinzia e sarò uno dei vostri pacers alla Venicemarathon il 23 ottobre.
Ho scoperto la corsa all’età di 47 anni, la stessa in cui molti, al contrario, pensano di appendere le scarpette al chiodo. Ma proprio per questo sono la prova vivente del fatto che, nella vita, non bisogna “mai dire mai” e che “l’ostinata fatica vince ogni cosa”. Raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissi è possibile se ci si impegna e soprattutto se – nel caso della corsa – non smettiamo mai di divertirci e trovare soddisfazione in quello che facciamo.
Una maratona non è solo “una corsa”: è molto di più. Sono migliaia di persone che partono dopo uno sparo e corrono per 42 km e 195 mt.
Per me la maratona è molto più che un crono da rincorrere. Arrivata al traguardo mi scopro ogni volta diversa, capace di realizzare ciò che fino a poco tempo prima pensavo impossibile. Durante una maratona si condividono storie ed emozioni, con amici o con perfetti sconosciuti che, per qualche misteriosa ragione, durante il cammino percepisci come fratelli.
Tre anni fa mio marito Paolo ha deciso di correre proprio a Venezia la sua maratona numero 100. L’abbiamo corsa insieme, come pacers delle 6 ore, cercando di supportare coloro che incontravamo, qualcuno scoraggiato o in crisi, qualcun'altro deluso o stanco, invitandoli tutti a restare con noi per arrivare insieme, pian piano, al traguardo. E quanto è utile, un po' di incoraggiamento, quando ci si trova tra gli ultimi!
A volte basta davvero solo una parola per recuperare le forze e portare a termine la propria impresa. E alla fine quello che conta, sempre, è essere soddisfatti di come l’abbiamo affrontata.
Il mio motto? “ Parti da dove sei, usa quello che hai, fai quello che puoi”.
42K

Atleti iscritti:
4453

Al cambio quota ne mancano:
547
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