STORIES BY RUN – La Venezia "labirintica" dell’Isola di San Giorgio
Rimanere in pista è essenziale per correre in una città come Venezia. Ma c'è un posto nella città in cui perdersi è in qualche modo una scelta volontaria.

Nell'ultimo km della Venicemarathon, di fronte a Piazza San Marco, i runners noteranno l'isola di San Giorgio.

L'isola è famosa per la bellissima chiesa di San Giorgio, progettata nel XVI secolo. dell'architetto Andrea Palladio, ma nasconde qualcosa di più particolare nelle parti interne dell'abbazia: il labirinto di Jorge Luis Borges.

Nel 2011, in occasione del 25° anniversario della morte del famoso scrittore argentino, è stato creato un labirinto di cespugli di bosso.

Il labirinto ricorda uno dei temi principali degli scritti di Borges e prende ispirazione da una delle sue storie più famose: " Il giardino dei sentieri che si biforcano" (1941) in cui lo scrittore afferma che labirinto e libro sono la stessa cosa: il libro è una sorta di mini labirinto poiché continua in un labirinto più grande, cioè la vita stessa.

Il labirinto copre un'area di 2.300 mq, è composto da 3.250 cespugli di bosso che richiama il nome dello scrittore argentino, il percorso è lungo 1150 m. " Il giardino dei sentieri che si biforcano" è trascritto in Braille che è un libro e un labirinto lo stesso "ed essere accompagnato fuori dal labirinto.

L'architetto Randoll Coate dichiarò che, in un incubo, aveva sentito parlare della morte di Borges, quindi pensò di non commemorarlo con una tipica statua, ma con un labirinto.

Nel chiostro si possono trovare alcuni oggetti Un bastone da passeggio, uno specchio, una clessidra, una tigre e un enorme punto interrogativo. In questo modo entriamo fisicamente e metaforicamente nel magico mondo di Borges!

www.italybyrun.com
STORIES BY RUN – La lunga striscia delle Zattere a Venezia
Tutti voi penserete che Venezia sia una città piena di ponti e calli strette nelle quali la corsa può apparire difficile, ancor di più in una maratona dallo stampo internazionale come la Venicemarathon. Beh, vi state sbagliando! C’è una zona, nella parte più a sud dell’isola veneziana, che è il punto preferito per l’allenamento dei runner e la Venicemarathon lo sa: l’area delle Zattere.


Si tratta di una striscia larga e pavimentata - a Venezia si chiama "fondamenta" - costruita tra il 1519 e il 1531 lungo il canale della Giudecca che costituisce l'ultima parte della maratona.


Nei tempi antichi, l'area si chiamava Carbonaria, in riferimento all'attività commerciale legata al carbone. I tronchi delle Dolomitiche venivano portati a Venezia su grandi zattere di legno (da qui il nome “Zattere”), attraverso i fiumi che sfociano nella laguna. A Venezia, come nel resto della città, anche le aree commerciali sono state create per essere belle e l’area delle Zattere non fa eccezioni.


Uno di questi è l’Ospedale degli Incurabili, un grande edificio fondato nel 1517 da San Gaetano di Thiene per dare ospitalità a uomini e donne affetti da quella che allora veniva chiamata la malattia francese: la sifilide, i cui pazienti erano considerati inguaribili, da qui il nome dell'edificio. Dopo alcuni anni l'ospedale ha iniziato ad ospitare i bambini abbandonati, insegnando loro musica. Successivamente venne costruita una chiesa al centro dell’odierno cortile che ospitava i concerti settimanali dei ragazzi che venivano ospitati nell’edificio. Tuttavia, nel 1819 fu abbattuto dopo le occupazioni napoleoniche che avevano trasformato la struttura nelle caserme di artiglieria che lo occupavano.


Oggi l'edificio, dopo un accurato restauro, ospita l'Accademia delle Belle Arti e segnala che il traguardo si trova a soli 2 km di distanza!

www.italybyrun.com
STORIES BY RUN – Correre in Piazza San Marco: attenzione alle colonne!
Correre nell’area di San Marco è bellissimo e a volte i runner non prestano molta attenzione ai suoi elementi, come ad esempio alle molte colonne che si trovano intorno ad essa. Alcune hanno importanti storie da raccontare e, correndo tra loro, potresti scoprire molto di più su questa bellissima piazza.

Correndo dalla zona della Basilica, partendo dal canale e attraversando la cosiddetta “Piazzetta”, fermandosi nel mezzo e girando lo sguardo verso il Palazzo Ducale, potrai vedere che la nona e decima colonna della loggia sono di un colore diverso dalle altre: non sono bianche ma rosse. Si racconta che quelle due colonne rosse si trovano nel punto esatto in cui il Doge si posizionava durante le cerimonie e gli spettacoli che avevano luogo in Piazza San Marco; da qui sono state proclamate alcune condanne, tra cui le condanne a morte per chi commetteva seri crimini contro la Repubblica di Venezia.

Continuando a camminare per alcuni metri, troverai due alte colonne dove sono posizionate, in cima, San Teodoro e il leone alato che simboleggia San Marco: i condannati a morte venivano appesi tra le due colonne, esposti al pubblico per molti giorni come monito contro la loro cattiva condotta. Il trattamento era usato per qualsiasi classe sociale: nel 1470 questa punizione fu data a Bartolomeo Memmo, un nobile accusato di cospirazione contro il Doge Cristoforo Moro. Per questo motivo si dice che passare attraverso queste due colonne porti sfortuna.

Lasciando la colonna con il leone alato alla tua destra e correndo lungo la facciata principale del Palazzo Ducale per alcuni passi, fermati di fronte alla quarta colonna che si trova al piano terra. Questa colonna sembra un po’ più grande delle altre ed è chiamata “la colonna maledetta”, in quanto si dice che veniva usata per dare un’ultima opportunità di salvezza ai condannati a morte. Una volta, la facciata del Palazzo Ducale si affacciava direttamente sulla laguna, senza nessuna piazza o molo che lo circondava e l’acqua toccava le colonne bianche del piano terra. I condannati dovevano girare intorno alla colonna con la schiena appoggiata ad essa; se riuscivano a superare questa prova, avevano salva la vita. Non ci sono notizie riguardanti condannati che sono riusciti a girare intorno all’intera colonna, ma sono state registrate informazioni riguardanti persone che non ce la fecero, cadendo in acqua e a volte affogando nella laguna di San Marco, facilitando il lavoro dell’esecutore.

www.italybyrun.com
STORIES BY RUN – Venezia, punto di incontro internazionale
Il count-down è iniziato! Mancano 4 mesi alla 33^ edizione della Huawei Venicemarathon che si correrà il 28 ottobre.
Questa non è solo una semplice maratona. L’evento è considerato un “punto di incontro” per migliaia di atleti da tutto il mondo.



È risaputo che la città di Venezia è stata un incrocio di persone provenienti dall’Est e dall’Ovest del mondo.
La sua storia inizia nel sesto secolo d.C., quando Venezia non era solo una città, ma un grande Stato: era una delle maggiori potenze d’Europa.
Venezia era posizionata alla fine della Strada della Seta e di conseguenza diventò una città cosmopolita, un vero crocevia di civiltà.
Durante le crociate del Medioevo, Venezia fu una delle città più ricche e divenne il porto più sovraffollato.
Possiamo dire che fu la prima città multi-culturale d’Europa, dove potevi facilmente imbatterti con mercanti Nordeuropei e marinai slavi, greci o bizantini.
Il bisogno di affermare questa propria varietà culturale e religiosa persuase numerose comunità straniere ad emigrare a Venezia per costruirci il loro specifico luogo di culto, dando vita ad un armonioso mix di forme architettoniche e tradizioni artistiche.
Solo per individuare alcuni elementi del crocevia del tempo, possiamo ancora trovare alcuni edifici o aree: ad esempio, Fondaco dei Turchi, Fondaco dei Tedeschi, la chiesa di San Giorgio dei Greci (la chiesa greco-ortodossa), Riva degli Schiavoni, l’Isola di San Giorgio degli Armeni (attualmente è uno dei più importanti centri della cultura armena al mondo), il Ghetto ebraico.
Possiamo rivivere il momento storico che ha visto avanzare attraverso i secoli differenti comunità religiose e che si sono sviluppate nella laguna, attraverso le tracce del passato che sono ancora presenti e che collegano indissolubilmente Venezia all’Oriente, contribuendo a sostenere il mito di Venezia come “Porta d’Oriente”.
Ogni anno la Venicemarathon è un’opportunità unica per una corsa spettacolare attraverso un territorio unico. Si corre dal 1986 ed è diventata una delle maratone più popolari a livello internazionale. 8000 atleti hanno partecipato alla scorsa edizione. Approssimativamente il 30% di questi atleti sono stranieri – l’edizione 2017 ha ospitato 77 Nazioni diverse!
Una curiosità: il pettorale ha il tuo nome, il tuo Paese e la tua bandiera. Sarebbe bello guardarsi intorno e vedere da dove vengono le altre persone!
www.italybyrun.com
STORIES BY RUN – Venezia e le sue tradizioni: sagre e feste!
La primavera sta cedendo il passo all’estate e Venezia sta diventando una località piena di feste! Con il calore che sta finalmente arrivando, i runner stanno sicuramente preparando i loro percorsi e le loro gare, ma i momenti di relax all’aria aperta nelle ore serali fanno anch’esse parte dell’allenamento.
Questa settimana è iniziata la lunga serie di sagre e feste a Venezia: sono eventi che i veneziani amano, in un luogo in cui incontrare i propri amici e divertirsi in compagnia.
La Festa di Sant’Antonio a San Francesco della Vigna (lo sappiamo, è un nome infinito :) ) si festeggia dal 9 al 16 giugno. Situata nel sestiere di Castello, nella coda di una Venezia con le sembianze di pesce, è una delle feste “obbligatorie” per i residenti che sono ancora in città prima delle vacanze. La festa è rinata negli anni ’90, grazie ad un gruppo di negozianti che volevano continuare le tradizioni, ed ora è gestita da privati come evento di beneficienza. La musica locale e il cibo sono le basi del divertimento, ma il vino e la birra in moderate quantità rendono la festa un successo!
Il re degli eventi veneziani arriverà fra un mese: la festa del Redentore sarà il weekend tra il 14 e 15 luglio. Questa festa è diventata una delle maggiori feste di Venezia, nella quale l’aspetto religioso e l’intrattenimento sono uniti. Si festeggia dal 1592 e un ponte di barche viene costruito per due giorni tra il Canale della Giudecca, in modo che le persone possano passare a piedi e raggiungere la chiesa del Redentore e dire una preghiera. Ma il sabato 14 luglio è anche tempo per festeggiare, dal pomeriggio alla notte, in tutta l’isola della Giudecca e la zona di San Marco, con danze, socializzando con i presenti e ammirando lo spettacolo pirotecnico di 45’ visibili dal Bacino di San Marco.
L’estate a Venezia continua con la numerosa proposta di festival fino a settembre, quindi, anche se perderai le feste descritte qui sopra, avrai sicuramente la possibilità di recuperare il ritardo!
www.italybyrun.com
STORIES BY RUN – Jesolo superstar: benvenuti nella moderna città balneare
L’8° edizione della Jesolo Moonlight Halfmarathon è appena terminata…
La città di Jesolo ha accolto migliaia di runners che quest’anno hanno affrontato il nuovo percorso. Con questa occasione hanno potuto scoprire questa moderna città balneare!



Un tempo Jesolo aveva fatto del turismo anonimo la sua carta principale, finché non si rese conto di poter diventare qualcosa di più evoluto e affascinante: una “destinazione” reale.
L’evoluzione della città iniziò quindici anni da, nel 1997, con il piano generale di Kenzo Tange. Questo progetto si basò sul concetto di torre, per ridurre il consumo di terra e per aumentare la vista tra l’orizzonte e il mare.
Le tre torri costruite sono considerate come un preciso punto di riferimento, un punto preciso in cui ci si può incontrare, visibile da lontano e territoriale. Queste ospitano eleganti appartamenti panoramici e ben arredati.
La torre disegnata da Gonçalo Byrne è alta 25 piani, fatta di vetro liscio e colorato e con l’aggiunta di profonde cavità; la torre creata da Carlos Ferrater, con i suoi 22 piani, biancastra e con molteplici logge e muri scorrevoli; l’ultima, ideata originariamente da Valter Tronchin e modificata successivamente da Aurelio Galfetti, è la più bassa, con i suoi 15 piani, ed è caratterizzata da angoli arrotondati e sfumature blu.
Le torri non si trovano nella prima linea del mare e, con il mare, mantengono solo una “relazione platonica”, priva di qualsiasi fisicità. La città, ai loro piedi, appare come un piedistallo nel quale la zona commerciale e le connessioni con la spiaggia sono rinforzate. Questo è quello che Richard Meier cerca di fare nei suoi due progetti realizzati a poca distanza l’uno dall’altro, bianchi e di ispirazione nautico: un bell’edificio costituito da appartamenti che circondano una piscina e un isolato di 10 piani.
Di certo sarai in grado di riconoscere questi edifici moderni se deciderai di visitare Jesolo!
La riqualificazione urbana sta cambiando profondamente la struttura di Jesolo: parchi, zone verdi, zone di intrattenimento e divertimento, appartamenti lussuosi, hotel di design, villaggi esotici, osi di relax, aree commerciali con grandi spazi pubblici e aree per eventi. La ripresa ambientale e la pianificazione urbana della città incita a creare un territorio unico, capace di far incontrare i bisogni dei residenti e dei turisti.
La città, un tempo stagionale, sta lavorando duramente per diventare un resort annuale.
Oltre a ciò, Jesolo sta diventando un buon trampolino per visitare Venezia e unire il mare e la cultura.
www.italybyrun.com
STORIES BY RUN – Canali e porti: la parte antica del lido di Jesolo
MHM quest’anno si rinnova. Per l’edizione 2018 il percorso è stato totalmente rivisitato sia per la oramai classica distanza della mezza maratona 21,097 km che per la veloce 10 km. Il tracciato si snoda interamente all’interno del comune di Jesolo con partenza dalla comoda e centrale Piazza Milano.
Grazie al nuovo tracciato della mezza maratona, i runner avranno l’occasione di vedere non solo le splendide architetture del Lido di Jesolo, ma anche di conoscere la storia del territorio tra laguna e mare.
Proprio quest’ultimo aspetto si presenterà ai runner già pochi chilometri dopo la partenza. Le campagne pianeggianti appena al di fuori del litorale ci conducono a conoscere una delle eredità storiche del litorale, il canale Cavetta, a fianco del quale si correrà per buona parte della sua lunghezza. Il Cavetta fu progettato dalla Repubblica di Venezia al fine di creare un rapido collegamento fluviale con i mercati del Friuli e i primi lavori iniziarono nel 1440 su progetto idraulico di Alvise Zuccarini. Il canale chiamato Cava Zuccherina, chiaramente in onore al suo progettista, durò pochi decenni e intorno al 1600 fu aperto un nuovo canale perfettamente rettilineo grosso modo corrispondente all’attuale alveo del Canale Cavetta a congiungere il fiume Piave (che al tempo scorreva nell’alveo dell’odierno Sile) con il canale Revedoli nell’area di Eraclea.
Nel 1683 la rotta della Landrona decretò l’odierna situazione idrografica: il Piave deviò il suo percorso e si insinuò tra il Cavetta e il Revedoli impendendo il collegamento diretto. Per evitare la risalita idraulica lungo i due canali verso l’abitato di Jesolo e le bonifiche, dovuta alle frequenti piene del Piave, furono costruite le porte di sbarramento di Cortellazzo e di Revedoli e di lì a poco sorse l’abitato di Cortellazzo che si avviò a diventare porto peschereccio. Oggi Cortellazzo è noto per il porto turistico e le porte al termine del canale Cavetta, alimentato dalle placide acque del Sile, sono sempre aperte e fanno da preludio alla parte moderna del Lido di Jesolo.

www.italybyrun.com