Tre secondi, praticamente 10 metri hanno separato Alberico di Cecco dalla vittoria della 21a edizione della maratona di Venezia, vinta invece dal keniano Jonathan Kipkorir Kosgei con il tempo di 2h10’18’’. Dietro al carabiniere abruzzese ancora un keniano, Paul Lokira, non nuovo a Venezia dopo il secondo posto dell’anno scorso, con il tempo di 2h11’00’’ ed al quarto posto il bergamasco Migidio Bourifa (2h11’09”). E un po’ d’Italia anche tra le donne dove una brava Ivana Iozzia dopo aver condotto quasi in testa sino a metà della maratona, ha chiuso al terzo posto con il tempo di 2h36’13”, dietro alle keniane Lenah Cheruiyot (2h33'44”) e Tegla Loroupe (2h35’50”).

Una gara emozionante che ha lasciato gli oltre 10.000 spettatori lungo il percorso della laguna con il fiato sospeso fino all’ultimo chilometro. La sfida Italia – Kenya, annunciata nei giorni scorsi, è stata confermata dal gruppo di testa che sin dall’inizio si è distinto abbastanza chiaramente. Dopo i primi 5 km si è delineato il gruppo che sarebbe arrivato sino al 30° km composto dai keniani Cheptot, Lokira, Rotich, Kosgei e dagli italiani Caimmi, Di Cecco, Bourifa e Battocletti. E proprio il maratoneta di Cles che aveva dichiarato di non avere gambe per il tempo 2h08’, ma che voleva assolutamente fare una gara di rimonta ha iniziato a perdere posizioni al 15° km ed al 18° si è ritirato per crampi alle gambe. Sempre lì invece un po’ dietro, attento a non dare troppo nella prima fase è stato Di Cecco che insieme a Daniele Caimmi non ha mai lasciato gli africani andare via, come è successo nelle ultime edizioni della maratona in laguna. Ma l’incognita di ogni maratoneta, il trentesimo chilometro, era lì dietro l’angolo. Il marchigiano delle Fiamme Gialle Daniele Caimmi, che sembrava il favorito tra gli italiani, al 28° km ha iniziato accusare forti crampi alle gambe all’ingresso del Parco San Giuliano, la grande area verde introdotta quest’anno nel percorso della Maratona di Venezia. “Speravo meglio – dice molto dispiaciuto Caimmi a fine gara – ho avuto dal 24° chilometro i crampi e poi non c’è stato più nulla da fare”.

La nebbia su Venezia che aveva accompagnato gli atleti per quasi metà della maratona si stava alzando ma i ponti, la vera “croce e delizia di questa maratona”, come ha dichiarato Di Cecco, stavano per iniziare. All’altezza del Ponte della Libertà Lokira guadagnava qualche metro sugli altri ma il vantaggio è sembrato subito un illusione per il keniano che è stato subito raggiunto dal connazionale Kosgei e dagli italiani Di Cecco e Bourifa. I ponti sembravano non finire mai e nemmeno il duello, quello finale che negli ultimi chilometri era sempre più chiaro tra Kosgei e Di Cecco. Ma al ponte di barche, quello più bello ma anche uno dei più temuti , il keniano sembra imporsi, si intuisce qui che ha qualcosa in più rispetto all’italiano. “Kosgei aveva una cilindrata superiore – afferma Di Cecco nella conferenza post gara – onore al merito a questo ragazzo ! Ho condotto la gara con lucidità e sono molto contento di questo risultato che viene dopo un momento difficile. Un ringraziamento particolare al mio tecnico Romano Tordelli e a tutti coloro che mi sono stati vicino in questo periodo della mia vita.”

Una maratona da ricordare in cui si è sperato sino all’ultimo in una vittoria di un italiano che manca qui dal 1995 quando vinse Danilo Goffi, anche lui carabiniere come Di Cecco.

Avvincente anche la gara delle donne che ha visto la lombarda Iozzia stare davanti a tutte sino a metà gara ma poi le keniane si sono fatte avanti. “Sapevo che quello non era il loro ritmo – ha detto la Iozzia – e sarebbe stato presuntuoso da parte mia credere di vincere, ma sono molto contenta del risultato ed è stato per me un grande onore correre con Tegla Loroupe.”

Soddisfazione piena da parte dell’organizzazione. “Siamo contenti che la 21a edizione sia andata bene sotto il profilo tecnico ed organizzativo, con una punta di rammarico perché ancora una volta è mancata la vittoria di un italiano. Da registrare una partecipazione eccezionale, superiore a quella dell’edizione 2005”.