Il keniano Joseph Lomala si aggiudica la 23ª Venicemarathon Trofeo Casinò di Venezia in 2h11’04”, vincendo in volata sul connazionale e compagno di squadra Jacobs Chesire, staccato di un solo secondo (2h11’07”) e davanti all’etiope Kidane Abdi, terzo al traguardo in 2h11’57”.
Tra le donne, l’ungherese Aniko Kalovics non tradisce i pronostici vincendo la gara con un crono di 2h31’24 condizionato dal caldo e da problemi fisici sorti durante la gara. Dietro di lei, la keniana eterna seconda a Venicemarathon Anne Kosgei (2h32’21”) e la connazionale Florence Chepkurui. L’ungherese mette così fine al dominio africano delle ultime sei edizioni.

A metà gara, mentre il carabinieri Francesco Bennici alzava bandiera bianca per guai fisici, un gruppetto di keniani e di etiopi prendeva il comando della corsa, correndo ancora su buoni ritmi con proiezioni finali da sotto le 2 ore e 10, ma sul lungo ponte della Libertà che unisce la terraferma all’isola di Venezia, i keniani Joseph e Jacobs hanno staccato il gruppo, iniziando così un tandem a due che li avrebbe condotti fino al volata finale. Joseph, un keniano di origine Nandi molto alto per essere un maratoneta (175 cm), ama correre in Italia le mezze maratone. L’ultima sua apparizione risale infatti alla mezza di Torino dello scorso settembre. Jacobs, che al contrario appare come un nano vicino al connazionale, è fratello di Lenah Cheruyot, l’atleta keniana che lo scorso anno fece registrare il nuovo primato della corsa femminile. Primo italiano al traguardo è Federico Simionato dell’Aeronautica che ha chiuso in 2h18’05.

Nella gara femminile, l’esperta Anne Kosgei prendeva il largo attorno al 30° chilometro mentre la Kalovics veniva sorpresa da un’improvvisa stanchezza che la faceva rallentare il passo. Ma, l’esperta magiara ha lasciato sapientemente sfogare la keniana per un paio di chilometri, riprendendola e staccandola definitivamente all’ingresso a Venezia. La Kosgei, che ha chiuso in 2h32’21, collezionando così un altro secondo posto alla Venicemarathon dopo quello del 2007 e del 2002. Prima delle italiane è Monica Carlin del Brema Running Team che ha chiuso in 2h50’42 mentre Elisa Desco si ritirava proprio sul ponte della Libertà, attorno al 31° chilometro.

Ordine d’Arrivo - Uomini
1. Joseph Lomala (Ken) 2h11’06”
2. Jacob Chesire (Ken) 2h11’07”
3. Kidane Abdi (Eth) 2h11’57”
4. Wodajo Teneri (Eth) 2h14’21”
5. Paul Kimugul (Ken) 2h14’51”
6. William Biama (Ken) 2h15’55”
7. Nickodemus Biwott (Ken) 2h16’27”
8. Federico Simionato (Ita) 2h18’05”

Ordine d’Arrivo - Donne
1. Aniko Kalovics (Hun) 2h31’24”
2. Anne Kosgei (Ken) 2h32’21”
3. Florence Chepkurui (Ken) 2h35’09”
4. Caroline Kwambai (Ken) 2h38’33”
5. Amane Chewo (Eth) 2h40’59”
6. Seman Tigist (Eth) 2h43’40”
7. Monica Carlin (Ita) 2h50’42”

Nella categoria Handbike ha vinto Mauro Cattai in 1h26’30” su Giancarlo Meriti in 1h32’35”. Terzo Gian Luca Laghi in 1h32’39”.

Grande successo di pubblico lungo i 42 km di corsa, animati dalla carovana d’apertura composta da oltre 100 Harley Davidson e dai 21 gruppi di “Anima la Maratona”.

Grande successo anche per la prova regionale dei CAS del Coni, all’interno di Open Sport, al Parco San Giuliano, con oltre 500 bambini che si sono dilettati nelle diverse discipline sportive.