Venezia, 27 ottobre 2012 - Lo sport che genera ricchezza, lo sport come traino per il turismo, lo sport che dà valore aggiunto e visibilità al territorio: questo il tema conduttore del convegno di oggi “L’indotto economico dei grandi eventi sportivi: case histories Venicemarathon e Gran premio di Formula 1”, presentato questo pomeriggio all’hotel Hilton Garden Inn di Mestre, quartier generale della Venicemarathon. Supera ancora una volta i 7 milioni di euro l’indotto economico dell’edizione 2011 della Maratona di Venezia, mentre si aggira sui 31 milioni quello del Gran Premio di Formula 1 di Monza.



 Il Convegno, realizzato congiuntamente dal Venicemarathon Club, dalla Camera di Commercio di Venezia e promosso in collaborazione con il Ciset dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, è stato aperto dai saluti dell’Assessore allo Sport del Comune di Venezia Andrea Ferrazzi, dal Vice Presidente dell’Ente camerale veneziano Giuseppe Molin e del Presidente dell’A.S.D. Venicemarathon Club, Piero Rosa Salva. Le relazioni sui due eventi sportivi, introdotte dal Segretario Generale dell’Ente camerale veneziano Roberto Crosta, sono state presentate da Stefano Fornasier, Vice Presidente di A.S.D. Venicemarathon Club, e dal Segretario Generale della Camera di Commercio di Monza e Brianza Renato Mattioni. Sono inoltre intervenuti Mara Manente, Direttrice del Ciset, e Paolo Rosso, dirigente del settore Turismo della Regione Veneto.

Come ha illustrato Stefano Fornasier, curatore dello studio dedicato alla Venicemarathon, i partecipanti dell’ultima edizione sono stati 7.113, con un lieve calo rispetto ai 7.324 del 2010, ma sono aumentati gli stranieri (1.701 stranieri, il 23,91% del totale), di cui il 60% pernotta in zona oltre cinque notti. Aumentato anche il numero degli accompagnatori passati dai 12.885 del 2009 ai 13.397 del 2010 fino ai 14.294 del 2011. Queste presenze compensano abbondantemente il leggero calo di iscritti rispetto al 2010. Le spese sostenute da partecipanti e accompagnatori ammonta a 5 milioni 789mila euro e per la maggior parte sono state sostenute nel territorio. Ciascun partecipante alla corsa, calcolando anche gli accompagnatori al seguito (un totale di 21.407 persone giunte a Venezia nel 2011 per Venicemarathon), ha speso mediamente nel Veneziano 248,25 euro: ogni iscritto ha quindi portato un valore di 747,11 euro pro capite sul territorio. A questa cifra va aggiunto il milione e mezzo di euro delle spese dirette, quelle cioè sostenute dall’organizzazione effettuate per la stragrande maggioranza (un milione e 451mila euro) all’interno della provincia di Venezia. Ne consegue che l’indotto economico totale della manifestazione viene stimato nell’ordine dei 7 milioni e 300mila euro, sostanzialmente in linea con la cifra prodotta dall’edizione 2010, mentre l’indotto economico prodotto nell’area provinciale è di 6 milioni e 800mila euro. Una delle novità sono le ricadute degli altri due eventi sportivi: la Moonlight Half Marathon e la Corrimestre. La prima edizione della mezza maratona ha già attirato 2.838 atleti, di cui 119 stranieri, a cui vanno aggiunti 5.581 accompagnatori, per un totale di 8.689 persone, e ha prodotto un indotto economico totale di quasi mezzo milione di euro (484mila 184 euro) tra spese dei partecipanti (270mila euro; ogni persona giunta a Jesolo per la MHF ha speso in media 31,15 euro) e spese organizzative (213.466 euro). La Corrimestre, infine, ha coinvolto, nel 2011, 1.467 persone tra atleti (677) e accompagnatori (790), che hanno speso mediamente oltre 40 euro: l’indotto economico globale, sommando alle spese dei partecipanti (quasi 60mila euro) quelle dirette organizzative (circa 39mila euro), sfiora la cifra di cento mila euro, tutt’altro che disprezzabile per un evento che vede al via atleti provenienti per lo più (il 92,76%) dal Veneto.

Lo studio dell’indotto generato dal Gran Premio di Monza, presentato dal Segretario Generale della Camera di Commercio di Monza e Brianza Renato Mattioni, mette subito in luce come il Gran Premio di Monza generi nella sola settimana dell’evento un indotto turistico “diretto” di quasi 31 milioni di euro. Nel dettaglio, il sistema della ricettività alberghiera ed extralberghiera assorbe il 33% dell’indotto turistico (10,1 milioni di euro), mentre lo shopping il 32,6% (10 milioni di euro). Il GP ha portato benefici anche al settore della ristorazione per 8,2 milioni di euro e al comparto della mobilità, fra trasporti e parcheggi, di 2,3 milioni di euro. Il GP è un affare non solo per Monza e Brianza, ma anche per tutto il territorio limitrofo: l’edizione del 2012 ha portato quasi 16 milioni di euro nelle casse di albergatori, ristoratori e commercianti brianzoli, ma ha generato indotto turistico anche nell’area milanese per oltre 9 milioni di euro, nelle località lacustri e di villeggiatura di Como e di Lecco con un indotto turistico rispettivamente di 3,3 milioni di Euro e di quasi 1 milione di euro. Fondamentale è anche il brand “Gran Premio d’Italia” stimato dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza in 3,8 miliardi di euro, sulla base di un insieme di parametri: conoscenza e attrattività della manifestazione a livello nazionale ed internazionale, flussi turistici generali e legati all’evento, competitività economica del territorio. L’appassionato di motori che segue il Gran Premio di Monza direttamente dagli spalti dello storico circuito è soprattutto uomo (79,3% sul totale del pubblico partecipante), giovane (il 33,7% ha tra i 21 e i 30 anni e il 27,3% tra i 31 e i 40 anni). Il GP fa da traino al turismo a Monza ed in Brianza: la quasi totalità degli spettatori (99,3%), stranieri e italiani, sceglie di visitare Monza per assistere alla manifestazione sportiva internazionale. L’evento del Gp di Monza è, del resto, giudicato positivamente sia dagli stranieri che dagli italiani provenienti da fuori la Lombardia, tanto che la metà dei turisti fa del Gp di Monza un’abitudine, scegliendo di tornare ad assistere alla manifestazione più di una volta. Se il monzese appassionato di Formula 1 ha l’abitudine di andare in autodromo per il GP da solo (37%) o al massimo con gli amici (24,1%), spostandosi soprattutto in moto (35,2%) o in bicicletta (33,3%), i lombardi vengono anche in coppia (21,7%), soprattutto in automobile (45,7%), mentre chi proviene da fuori Lombardia o dall’estero sceglie la compagnia di amici (29,9%) o della compagna (29,1%), viaggiando in auto (46%) o in treno (37,3%).

Il Direttore del Ciset Mara Manente ha invece approfondito l’argomento facendo una panoramica dei più importanti eventi sportivi della letteratura internazionale, mentre il Dirigente del Settore Turismo della Regione Veneto Paolo Rosso ha concluso testimoniando come il network creato dalla Regione con le 4 maratone venete (Venezia, Padova, Verona e Treviso) sia un fortissimo veicolo di promozione del territorio e un volano per il turismo.