Correre la 31^ Venicemarathon del prossimo 23 ottobre significa attraversare un percorso scenograficamente unico al mondo. Dalla Riviera del Brenta, dove sorgono le splendide ville cinquecentesche dei ricchi mercanti veneziani che presero a fare di questa zona la loro dimora estiva, fino al cuore di Venezia. Ecco cosa potrete ammirare correndo.

La gara parte dalla maestosa Villa Pisani a Stra, la ‘regina’ delle ville della Riviera del Brenta e oggi sede del Museo Nazionale. La maestosa villa dei nobili Pisani, una delle principali mete turistiche del Veneto,ha ospitato nelle sue 114 stanze dogi, re e imperatori, ed oggi è un museo nazionale che conserva arredi e opere d'arte del Settecento e dell'Ottocento. Il suo parco - vincitore del Premio il Parco più bello d'Italia 2008- incanta per le scenografiche viste e le originali architetture: dall'elegante Coffee House settecentesca all’Esedra, dal famoso labirinto di siepi - uno tra i più importanti d'Europa – alla preziosa raccolta di agrumi nell’Orangerie e di piante e fiori nelle Serre Tropicali.
La partenza rimarca l’unione tra Venezia e la sua terraferma, legame storico e artistico. Da qui, infatti, inizia la famosa e bellissima Riviera del Brenta, perla della provincia veneta. La strada costeggia il Brenta in un paesaggio di sublime armonia tra natura e architettura che si specchia nelle acque del fiume. Presto sulla sinistra si incontra un altro palazzo nobiliare storico, Villa Soranzo. La gara prosegue poi verso Fiesso D’Artico, un paese di quasi mille anni di vita, il cui nome deriva dal latino “flexum” (ansa) e in seguito venne aggiunto Artico, in onore di colui che ideò la deviazione che liberò i cittadini dall’incubo delle inondazioni. Dopo Stra e Fiesso, il terzo paese che si incontra è Dolo, dove gli atleti ricevano calorosi incoraggiamenti dalla simpatica gente del luogo che si incammina verso la chiesa per andare a Messa. Il campanile si staglia altissimo ben visibile dal percorso e l’immediata sintonia che si instaura tra la gara e la vita domenicale di questo paese rende ancora più piacevole l’avventura dei partecipanti. Una volta in Dolo, guardando sulla destra verso la sponda opposta del canale, si possono osservare coloratissime casette, il vecchio molino demaniale con la ruota ancora in funzione e la costruzione dell’antico “squero” (il cantiere di barche). Appena fuori dall’abitato si incontrano Villa Ferretti (una delle prime costruite in zona) sulla destra e Villa Tron sulla sinistra. In località Cesare Musatti si incontra, invece, Villa Badoer. Adesso è la volta di Mira, il più grande paese finora incontrato con i palazzi nobiliari come Villa Venier, Villa Giustinian-Mocenigo, Villa Bon, Villa Valmarana e Villa Widmann, una di fronte all’altra. La gara ora raggiunge Oriago, dove case, chiese e antichi palazzi nobiliari (tra cui Villa Gradenigo e Villa Mocenigo) si susseguono e fanno da cornice alla maratona. Come avviene ormai da diversi anni, i corridori saranno anche allietati, intrattenuti e rinvigoriti dall’iniziativa “Anima la Maratona”, che vede gruppi locali esibirsi con musica dal vivo di vario genere (folk, jazz, reggae, rock, revivals). Siamo ormai quasi alla fine della Riviera del Brenta e Villa Foscari dà l’arrivederci agli atleti. Il percorso però attraversa adesso un'altra parte molto suggestiva: il centro storico di Mestre. La gara si addentra nelle vie del centro tra il calore della folla e Piazza Ferretto accoglie nel suo salotto il transito degli atleti. La corsa prosegue poi attraverso il Parco San Giuliano, il polmone verde della città, lungo i suoi viali verdi e con vista mozzafiato sulla laguna e Venezia. Arriviamo infine a Venezia. Da qui fino alla fine vivrete la parte più magica e leggendaria della corsa e il paesaggio pittoresco vi aiuterà ad affrontare i famosi ponti. Sulla destra, dall’altra sponda del canale, si possono contemplare le case colorate e le chiese dell’isola della Giudecca, tra cui troneggia quella del Redentore. E mentre si superano con più o meno grinta i ponti non c’è da stupirsi se si viene incoraggiati da caratteristici gondolieri transitanti da basso lungo gli stretti canali. Il 40° km porta gli atleti fino ai Magazzini del Sale (Punta della Salute) e da qui si prova l’esperienza di “correre sull’acqua” grazie al ponte di barche che attraversa il Canal Grande. Inizia da qui l’ultima parte del percorso con il passaggio attraverso una delle piazze più belle al mondo, Piazza San Marco. Questo sarà uno dei momenti più emozionanti ed esaltanti in una meravigliosa cornice e tra due ali di folla. Il tracciato poi prosegue con l’attraversamento degli ultimi 8 ponti da superare. Tra questi il più suggestivo è il Ponte della Paglia, subito dopo San Marco: sulla sua sinistra si scorge il Ponte dei Sospiri, che in passato congiungeva Palazzo Ducale alle carceri (si dice che il nome derivi proprio dai lamenti dei prigionieri) e infine il tanto atteso traguardo in Riva Sette Martiri.


- Molti ristoranti lungo il Brenta sono meta di buongustai che arrivano da ogni parte per il menù di pesce tipico della Riviera. Un menù frutto di una secolare tradizione veneziana sono le 'moleche' (granchi fritti e tenerissimi alla muta del carapace), le 'masenete' (granchi bolliti e 'scoperchiati'), i 'bovoleti' (lumachine con battuta di aglio e prezzemolo).
Gli antipasti spaziano invece dalle 'sarde in saor' (sardine fritte lasciate riposare in una salsa agro - dolce fredda di cipolla, pinoli, uvetta) alle cannocchie, dai polipetti bolliti alle uova di seppia, dalle lumache di mare ('garusoli') al 'granxoporo' (grandi granchi bolliti e ripassati al frono con odori), dai gamberetti con la polenta al sauté di vongole fino alle capesante ingentilite da un goccio di liquore.
Segue il primo: un risotto di mare, due spaghetti alle vongole, fettuccine al nero di seppia, pasticcio di pesce, una zuppa di mare o un altro piatto di pasta come il tradizionale 'risi e bisi' magari alternati a piatti antichi come le seppioline alla veneziana, il baccalà mantecato, l'anguilla al pomodoro.
Infine, il piatto forte: una grigliata mista o un rombo, un'anguilla, un branzino, moleche ripiene, un altro pesce bianco ai ferri, o una 'bosega' di valle bollita, nei mesi giusti.
Oppure un fritto. Il tutto accompagnato da una buona bottiglia veneta: un prosecco di Conegliano o, per chi ama i vini più fermi, da un pinot grigio, un riesling, un sauvignon o una ribolla gialla. Da non perdere, in chiusura, lo sgroppino di gelato tagliato con prosecco e una punta di vodka. -
Fonte:Comune di Dolo, http://bit.ly/2aw5o9p

- Nella tradizione culinaria veneziana hanno grande visibilità i risotti e le ministre di pasta: oltre al risi e bisi e al riso con gli asparagi (sparasi), la pasta e fagioli (fasoi) e i mitici bigoli, pasta lunga fatta con grano tenero, acqua e sale. Tra i secondi di carne il più famoso è il fegato alla veneziana cotto con le cipolle, ma di gran gusto sono anche la pastissada de manzo con verdure, chiodi di garofano e cannella e le decine di ricette a base di anatra sia ripiena che in agrodolce. Per i secondi di pesce la scelta è pressoché infinita. Da non perdere è il baccalà mantecato, il bisato su l’ara (l’anguilla cotta sulla pietra, piatto tipico di Murano), le seppie col nero, le sardelle in saor (sarde cotte con cipolle, uvetta e pinoli da mangiare freddo), i caparossoli in cassopipa (vongole di mare o di laguna), le cape longhe saltae (cannolicchi cotti nell’olio), le moleche fritte (granchi molli) e poi branzino, cefalo, coda di rospo, polipetti, ecc. Tra i contorni della cucina veneziana sono da assaggiare i castraure impanae (carciofini impanati), i fagioli conditi con la cipolla e le patate alla veneziana, patate tagliate a dadini e stufate in olio, brodo vegetale e cipolla tritata. Infine, tra i dolci della gastronomia veneziana, da non perdere le fritole fatte con pastella di farina, uova, uvetta sultanina e pinoli, i baicoli, biscotti secchi serviti con caffè e zabaione e gli spuncioti de caramel spiedini di frutta secca e chicchi d’uva immersi in zucchero caramellato.Tutti questi sono solo alcuni esempi dei piatti presenti nei ricchi menù dei ristoranti di Venezia e delle isole della Laguna. Per accompagnare queste prelibatezze le carte dei vini propongono i nettari delle 17 zone di produzione vinicola Doc del Veneto, da cui si ricavano tra gli altri il Bardolino, il Bianco di Custoza, il Breganze di Vicenza, il Valpolicella, il Soave, il prosecco di Conegliano e di Valdobbiadene. -
Fonte: That’s Venice, www.thatsvenice.it