Correndo per le calli di Venezia ammirate lo splendore degli edifici, la particolarità dei comignoli e l’eleganza delle chiese ma prestate attenzione anche a quello che passa sotto i vostri piedi...

I veneziani hanno costruito la loro città in un ambiente particolare, una laguna di acque basse e terreni affioranti. Fin dalle origini, quindi, si sono ingegnati per rendere abitabile questo difficile territorio: hanno “costruito” il suolo stesso sul quale edificare i palazzi, consolidando i molli terreni e difendendoli dalle maree. La pavimentazione è una cosa molto seria a Venezia: le pietre tengono lontana sia l’umidità della laguna che il calore dell’estate.
Il selciato delle calli e dei campi veneziani è in gran parte composto di masegni, grosse pietre rettangolari di trachite proveniente dai colli Euganei (un gruppo di rilievi di origine vulcanica che sorge sulla pianura veneta centrale a sudovest di Padova).
La trachite euganea è una pietra ottimale per pavimentare, sia per le sue doti estetiche sia per quelle di efficienza resistente all’usura, all’imbibimento e soprattutto alla salsedine tipica di Venezia.
La varietà dei colori della trachite contribuisce grandemente al fascino particolare di Venezia e ottimamente si sposa con il ritmo architettonico estremamente vario che contraddistingue questa città, oltre che con i colori dei suoi intonaci, dei suoi mattoni e, perché no, delle sue alghe e muffe salmastre.
I masegni servirono a pavimentare Venezia già dalla prima metà del '700. Anticamente le strade della città erano infatti in terra battuta, fino al '500 per le calli più ampie era autorizzato anche il transito dei cavalli.
Il percorso del Venice Night Trail si articola prevalentemente su una pavimentazione di pietre di trachite, fatta eccezione per il breve tratto iniziale - da San Basilio fino al ponte di Calatrava - che avviene su un fondo di asfalto.
La tipologia di terreno ha caratteristiche peculiari che possono risultare utili o critiche durante la corsa.
La superficie in asfalto ha l’innegabile pregio della regolarità, il ché scongiura la possibilià di mettere il piede in fallo. L’asfalto è un fondo piuttosto rigido, adatto alle prove di velocità, quindi particolarmente indicato per il runner che affronta un allenamento di qualità concentrandosi più sulla tecnica del gesto che sull’evitare buche o dossi. Per il principiante ha il vantaggio di essere una superficie che affatica meno i muscoli coinvolti nella corsa, rispetto ad altri fondi.
La trachite invece, pur presentando un’alta valenza anti sdrucciolo, è un fondo che sottopone le nostre articolazioni a un alto livello di “stress”. Per questo motivo è consigliabile l’utilizzo di scarpe protettive con un buon grado di ammortizzazione.
I masegni, a volte sconnessi o rovinati dal tempo, possono metterci in difficoltà, soprattutto in condizioni di scarsità di luce...quindi fate attenzione a dove mettete i piedi!

Venice by Run