In una città come Venezia, anche perdersi ha il suo fascino. Specie di notte. Se però preferite non correre rischi e imparare a orientarvi tra calli, rami e corti, allora seguite i consigli dei ragazzi di Venicebyrun. Fate in fretta però: al Venice Night Trail, il primo appuntamento con il circuito VMC events 2017, non manca poi tanto tempo!

Ci avviciniamo passo dopo passo alla prima gara del circuito VMC events 2017, la Venice Night trail. Orientarsi a Venezia è considerato da molti visitatori, confusi e disorientati dalle numerose calli, rami e corti che a volte finiscono in un punto morto quale un canale o un portone, una sorta di impresa. Figurarsi se alla complessità della viabilità urbana ci aggiungiamo il buio della notte: ecco che Venezia può trasformarsi in un vero labirinto!

Chi non è pratico della città ha principalmente due modi per orientarsi nel labirinto veneziano e godere al massimo delle sue bellezze: affidarsi a una guida locale che lo conduca agevolmente nei luoghi più suggestivi oppure procedere alla vecchia maniera, armandosi di mappa della città e buona volontà. Sicuramente più comoda la prima soluzione, più avventurosa la seconda. D’altronde la cartografia è da sempre parte integrante della storia veneziana. La Serenissima ha fondato la propria prosperità sul commercio marittimo internazionale di beni e l’andar per mare presuppone l’avere ottime capacità di navigazione che i veneziani, nel corso dei secoli, hanno dimostrato di possedere in abbondanza.

Alvise da Mosto scopritore delle isole di Capo Verde, Giovanni e Sebastiano Caboto arrivati in Terranova e Labrador scopritori dell’odierno Canada la cui casa è situata all’inizio Via Garibaldi, o il celeberrimo Marco Polo che ne Il Milione narra il viaggio intrapreso via terra fino alla Cina del Gran Khan e il successivo ritorno via mare a Venezia, sono solo alcuni dei celeberrimi veneziani che testimoniano l’attitudine alla navigazione ed esplorazione nella città lagunare.

In un periodo storico in cui non era possibile affidarsi alla praticità di un Garmin dotato di gps, andar per terra e per mare esplorando nuovi territori richiedeva, oltre a grande ardore e determinazione – entrambe virtù possedute anche dai runner più competitivi – una rilevante conoscenza tecnica e scientifica. Numerosi in questo campo sono gli aiuti venuti in soccorso ai navigatori veneziani nel corso dei secoli.

Un esempio per tutti è il Mappamondo di Fra Mauro, databile all'anno 1450 circa, conservato presso la biblioteca Marciana in Piazza San Marco. Più propriamente si tratta di un planisfero composto dal monaco camaldolese Mauro, il quale visse e operò lungamente nel monastero dell'Isola di San Michele a Venezia.

Esso consta di un manoscritto su fogli di pergamena incollati a un supporto ligneo di grande dimensione (circa 230 x 230 cm), fittamente annotati di oltre 3.000 iscrizioni contenenti informazioni e notizie di ogni sorte sui vari luoghi del mondo per come esso era concepito prima della scoperta delle Americhe. In esso è importantissima la definizione della geografia dell'Africa che afferma la circumnavigabilità del continente africano mezzo secolo prima che i viaggiatori portoghesi ne sperimentassero la fattibilità.



Ebbene, i visitatori che vogliano muoversi con una certa dimestichezza nella città è sufficiente che seguano alcuni semplici accorgimenti: memorizzare sommariamente la forma di Venezia (è sufficiente ricordare che essa rassomiglia a quella di un pesce), individuare la sua disposizione in base ai punti cardinali, tenere in considerazione che sono solo tre i ponti storici che attraversano il Canal Grande permettendo di traghettare da una sponda all’altra. Fatto ciò, tutto risulterà più semplice.

Coloro i quali vogliano effettivamente sentirsi in un labirinto, troveranno soddisfazione nella visita del giardino-labirinto situato sull’isola di San Giorgio Maggiore e progettato dall'architetto Randoll Coate negli anni ’80 in onore del celebre scrittore argentino Jorge Luis Borges: 2.300 metri quadri, composto da 3.250 piante di bosso che riproducono il nome del poeta.

Per tutti gli altri, VMC events ha predisposto un percorso per far vivere a un folto numero di runners l’ebbrezza di partecipare ad una gara notturna nello splendido labirinto veneziano senza rischio di incappare in vie che tradiscano le aspettative.

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