Gareggiare al Garmin Venice Night Trail significa correre in un paesaggio urbano caratterizzato da un fragile equilibrio tra terra e acqua.

Dopo aver approfondito tanti argomenti di “terra” è giunto quindi il momento di immergerci nell’altro elemento che caratterizza questa città unica al mondo, l’acqua.
Venezia è situata in mezzo ad una laguna, un bacino di acque basse separate dal mare Adriatico da sottili strisce di terra, il Lido e Pellestrina, che avrete modo di intravvedere nell’ultima parte del percorso, da Sant’Elena a Piazza San Marco.
Sin dalle origini i veneziani hanno conteso il terreno alla laguna e, una volta conquistato, difeso dalla forza erosiva delle acque in vari modi. Il più evidente è dato dai marginamenti delle isole effettuati con mura di mattoni che fanno da scudo dalle maree. In alcuni casi, per avere più superficie edificabile sono stati imboniti interi tratti di laguna, dando vita alle “sacche”, delle specie di isole artificiali create con i materiali di risulta degli edifici e di scavo.
La forza dell’acqua è resa evidente da un fenomeno per il quale Venezia è famosa in tutto il mondo e amata da turisti e fotografi: “l’acqua alta”. L’acqua alta si manifesta in seguito ad una concomitanza di particolari condizioni meteorologiche e maree astronomiche, e comporta l’allagamento di alcune aree della città, in particolare di quelle più basse rispetto al livello medio del mare.
Il periodo di maggior frequenza è quello invernale, quando la marea astronomica, il vento di scirocco, il fenomeno della sessa in Adriatico - o tutti questi elementi insieme - determinano un maggior afflusso di acqua nella laguna di Venezia.

Quando soffiano a lungo venti caldi e umidi provenienti da sud, il più conosciuto dei quali è lo Scirocco, l’acqua marina dell’alto Adriatico è spinta all’interno del bacino lagunare attraverso le tre bocche di porto aperte tra le isole di Lido e Pellestrina. Poiché il bacino è poco profondo, esso è costretto ad accogliere molta più acqua di quella che abitualmente entra e il livello medio dell’acqua si innalza fino a sommergere calli e campi di Venezia.
Ad aggravare il fenomeno concorre l’influenza della Luna e del Sole, che determinano le maree astronomiche alzando ed abbassando regolarmente il livello medio del mare Adriatico - il periodo è di circa 24 ore durante il quale per sei ore la marea cresce e nelle successive sei cala. Quando il massimo delle maree astronomiche si somma alle condizioni precedenti ha luogo l’acqua alta e perdura all’incirca 3-4 ore durante il suo massimo di marea. Una volta iniziato il ciclo discendente di marea, la città ritorna alla normalità.

I veneziani hanno dovuto adattarsi sin dalle prime origini a convivere con questo fenomeno naturale di avvicendamento delle maree in cui l’acqua invade la città salendo con lentezza dai canali. Il risultato odierno è che la città non ferma le sue funzioni, semplicemente le rallenta. Quando è previsto che la marea superi i 110 cm. sul medio mare, la popolazione è avvisata da segnali acustici e contemporaneamente vengono allestiti dei percorsi rialzati da passerelle nelle vie principali della città. I vaporetti continuano il servizio modificando, a volte, alcuni percorsi, ma garantendo comunque l'accesso a quasi tutta la città.
Solo in caso di marea molto elevata, maggiore di 120 cm sul medio mare, per muoversi agilmente a Venezia servono gli stivali di gomma, nelgi ultimi anni diventati un vero e proprio accessorio di moda oltre che di necessità.

Il percorso del Garmin Venice Night Trail interessa aree della città molto diverse tra loro: la zona di partenza/arrivo di San Basilio ha la quota tra più elevate in città, mentre Piazza San Marco è l’area in assoluto più bassa.
Indimenticabile la 27a edizione della Venice Marathon (28 ottobre 2012), particolarmente estrema dal punto di vista meteorologico, in cui migliaia di runner hanno affrontato la fatica unita a vento, pioggia e acqua alta.
Ma in fondo il salire e scendere del livello dell’acqua nei canali cambia la nostra percezione della città che fornisce emozioni anche attraverso i riflessi che si specchiano sull’acque sia dei suo splendidi edifici che delle persone che la attraversano, runner compresi!

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