La laguna veneziana è il principale co-protagonista della Moonlight Half Marathon, i suoi splendidi colori all’ora del tramonto e la vita dell’ecosistema lagunare faranno da cornice al percorso della mezza maratona.
Volgendo lo sguardo verso il margine interno della laguna, cioè la “gronda lagunare”, individuerete subito i tratti caratteristici della laguna veneta: una mescolanza di acqua e terre, a volte emerse a volte sommerse, isole con margini più o meno definiti che mutano secondo l’andamento delle maree e l’apporto di acque dolci da parte dei fiumi che sfociano in laguna.

La zona più prossima alla gronda è definita area delle barene, delle formazioni insulari di tipo tabulare ricoperte di vegetazione erbacea; l’area circostante i lidi è invece caratterizzata da acque aperte e isole di natura spesso artificiale. Le due zone lagunari assumono rispettivamente il nome di laguna viva, la prima, e laguna morta. In condizioni di bassa marea lo scenario muta ancora facendo affiorare le velme, delle superfici di basso fondale che verranno nuovamente sommerse dal successivo innalzamento del livello di marea. Il panorama lagunare è completato da canali lagunari dall’andamento sinuoso alla cui estremità si ramificano in alvei minori, i ghebi, che irrorano i punti più lontani delle barene e dalle valli, degli specchi lagunari delimitati da arginature difensive (dal latino vallum) allo scopo di trasformarle in riserve di caccia e pesca.
Tutto ciò è oggetto di un lento, ma continuo, movimento.

Punta Sabbioni, il luogo di partenza della gara, è un esempio eclatante di tale cambiamento. Già la Repubblica di Venezia intraprese nel XV secolo poderose opere civili per “immobilizzare” la laguna così da impedirne sia l’interramento che la trasformazione in un braccio di mare. Nel 1888, allo scopo di realizzare un canale di accesso dal mare privo di interramenti fruibile per le nuove esigenze industriali, viene realizzata la diga di Punta Sabbioni. Le isole di Sant’Erasmo, Vignole e Certosa - anticamente affacciate sull’Adriatico – “spostano” progressivamente la propria posizione geografica all’interno della laguna a causa dell’accumulo del sedimento trasportato dalle acque fluviali che viene intercettato dalle correnti marine di direzione contraria. I primi chilometri che percorrerete sono in un ambiente “giovane”, per vedere l’antica conformazione lagunare, mentre percorrete via Pordelio volgete lo sguardo alla vostra sinistra verso Treporti, storico litorale del bacino di Lido.
Il litorale di Punta Sabbioni accresce inesorabilmente la propria dimensione di anno in anno: chissà, magari in futuro correremo una Moonlight 42K.

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