Lungo la Primiero Dolomiti Marathon si incontrano luoghi avvolti da una bellezza incontaminata, in cui il tempo a volte pare essersi fermato: il paese di Mezzano, posto a valle del percorso di gara, ne è un esempio eclatante.
 
Inserito dal 2010 nell’elenco de “I borghi più belli d’Italia”, il paese di Mezzano è costituito da circa 1.600 abitanti di cui 800 residenti nel borgo storico. Il nome deriva probabilmente dalla lingua latina e indicare la sua posizione mediana rispetto ad altri due importanti abitati della Valle di Primiero, Imèr (inf-imus: inferiore) e Siror (superior: superiore) e il nucleo centrale si snoda attraverso strade a misura dei mezzi agricoli che fungono da crocevia di collegamento con la montagna e con gli altri centri abitati della valle che fiancheggiano edifici rustici di natura privata, comprendenti stalle ancora in uso, fienili e abitazioni, vicini a spazi per le funzioni comunitarie quali la chiesa, il cimitero, la lissiera.
 
La vita agricola tipica della montagna viene affiancata dall’attività estrattiva mineraria nel corso del ‘300 dando impulso economico allo sviluppo del centro abitato, periodo durante il quale si instaura il dominio degli Asburgo che si concluderà solamente a seguito della Grande Guerra con il passaggio definitivo della Valle di Primiero dall’Austria al Regno d’Italia. 
È possibile riscontrare, nella struttura architettonica del paese a volte simile a quella della regione austriaca del Tirolo, alcune tracce di questa lunga dominazione, ma l’anima di Mezzano si differenzi chiaramente per alcune tipicità che la caratterizzano e le donano un aspetto unico: tra tutte queste ricoprono un ruolo rilevante i canzèi.
 

Lungo le vie del paese sorgono ordinate numerose cataste di legna; ogni canzél decora Mezzano con i suoi colori vivi e ne impreziosisce gli angoli. Ad esse fanno da controcanto i dipinti murali sulle facciate degli edifici lungo le direttrici principali, per lo più a soggetto religioso, che in passato erano gremite di fedeli durante le processioni liturgiche messe in atto durante le feste paesane quali la Sagra dei Carmeni e Carmenin - quest’anno avrà luogo nel fine settimana del 15 luglio – in cui si fondevano tradizioni profane e cristiane. 


Oggi è possibile ammirare una ventina di queste opere commissionate in misura privata dai cittadini, databili tra il XVI e il XX secolo in cui i soggetti più ricorrenti sono la Crocifissione e la rappresentazione di San Giorgio, santo patrono di Mezzano.
 
Accanto alla religiosità destinata al sostentamento spirituale dell’anima troviamo presente un elemento naturale collegato alla fisicità del paese: l’acqua. Mezzano è ricca di fontane collocate in spazi aperti pubblici, utilizzate sia per l’approvvigionamento idrico dei cittadini che per l’abbeveramento del bestiame, la cui acqua proviene da alcuni acquedotti storici in cunicolo posti a monte dell’abitato. I lavatoi e le lavanderie (lissière) - sono ancora lì a far bella mostra di sé: i primi erano utilizzati in modo frequente per il lavaggio sommario dei capi, mentre le lisière erano utilizzate saltuariamente per effettuare le pulizie di fondo degli indumenti tramite la liscivia, un composto sgrassante realizzato a base di cenere e acqua bollente antesignano degli odierni saponi.
 
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