Lasciate alle spalle le ville venete che hanno costellato il percorso lungo la riviera del Brenta siamo ormai entrati nel Comune di Venezia.
Superata la zona dell’insediamento industriale di Fusina e Marghera, simbolo di quell’industria novecentesca che ricoprì a fasi alterne il ruolo di motore dell’economia regionale e di fardello ambientale, lanciata nel 1917 per iniziativa principale del Conte Volpi, ci addentriamo nel centro dell’abitato di Marghera.
Il progetto urbanistico venne sviluppato a far data dal 1925 sulla falsa riga del modello di città giardino promosso dal movimento fondato da Ebenezer Howard: edifici salubri e accoglienti destinati ad ospitare i veneziani che si sarebbero trasferiti per lavorare nelle fabbriche del nascente polo industriale, caratterizzati dall’elevatissima superficie a verde ed inseriti in una struttura urbanistica radiale dotata di numerose rotonde. Nonostante il progetto sia incompleto, è possibile notare la precisa organizzazione e geometria dell’area in contrasto con la parte immediatamente successiva del percorso in terraferma.
 
Attraversato il nodo ferroviario, i runners giungeranno a Mestre, la cui testimonianza certa più antica risale ad uno scritto redatto intorno all’anno 1000. Mestre era costituita da un borgo e da un castello – il Castelvecchio - che giaceva lungo il confine tra il Sacro Romano Impero a cui apparteneva e il Ducato di Venezia. In seguito al passaggio nei primi anni del ‘300 sotto la sfera di influenza veneziana fu eretto un nuovo castello, denominato Castelnuovo a distinzione dal precedente che venne demolito. Alcuni resti di tale fortificazione sono ancora oggi visibili a ridosso della centrale piazza Erminio Ferretto.
Accanto al ruolo di avamposto militare della Serenissima, importante è quello di snodo dei traffici commerciali tra l’entroterra e Venezia. Giunti nella centrale via Poerio il percorso di gara affianca il fiume Marzenego, via d’acqua di collegamento diretto con Venezia deviata nel corso del XIV secolo; la via di comunicazione diretta con la laguna viene realizzata tramite un canale artificiale scavato nel 1361, il Canal Salso, il quale scorre lungo l’odierna via Forte Marghera.
Come suggerisce il nome, lungo la via si trova una fortificazione risalente al XIX secolo iniziata durante il dominio austriaco e terminata durante quello francese ad ulteriore riprova della posizione strategica difensiva di Mestre.
 
Di qui si giunge a Parco San Giuliano, sede di Exposport la cittadella interamente dedicata a chi lo sport lo ama e lo vive in cui vengono ritirati i pettorali e i pacchi gara.
 
www.venicebyrun.com