Gli allenamenti, i sacrifici, il talento e l’impegno. A volte non bastano. Nello sport e nell’atletica in particolare basta davvero poco per mandare all’aria settimane, mesi di preparazione. Basta un piccolo infortunio, un dolore che non dovrebbe esserci per far temere il peggio. E’ quello che è successo al nostro Eyob pochi giorni prima di partire per la mezza maratona di Praga.

La settimana scorsa è stata a dir poco impegnativa per me.
Avevo ancora sulle spalle le sensazioni della Stramilano, una gara che ha saputo darmi qualche soddisfazione ma che, inutile negarlo, non è andata come avrei voluto. Il mio obiettivo era fare il tempo, capire fino a dove avrei potuto spingermi ma quella crisi al 18 km me lo ha impedito, costringendomi a rimandare tutto alla gara successiva.
Come se non bastasse, in settimana ho iniziato ad avvertire sempre più insistentemente, durante gli allenamenti, un fastidio al gluteo. Non ci voleva, proprio non ci voleva a pochi giorni dalla mia partenza per la Mezza maratona di Praga, quella che sarebbe dovuta essere la gara del mio riscatto, dopo Milano.

Confesso di aver trascorso alcuni giorni nel pallone: un sacco di pensieri mi giravano per la testa e so che voi potete capirmi. Sono crollato!
Temevo che non sarei riuscito a correre a Praga. Mesi di preparazione, in ritiro, lontano dalla famiglia, da mia figlia, investendo tempo, energie e aspettative, stringendo i denti e mettendoci tutto l’impegno che potevo. E poi? Doveva andare tutto all’aria?

Per fortuna sono finito sotto le mani esperte di Roberto Levorato, il mio fisioterapista che è riuscito a risolvere il problema muscolare e a farmi partire per Praga.
Già alla partenza ho individuato colui a cui avrei potuto attaccarmi, Jiří Homoláč, un top runner ceco molto forte. C’era una lepre a tirarlo, per stare sotto ai 3’/km, perché il suo obiettivo era fare il personale nazionale. Il passo era quello che serviva a me, così mi sono accodato.
Dopo la prima metà della gara, però, ho visto che iniziava ad arrancare, mentre io giravo senza fare troppa fatica. Al 13 km sono stato tentato di allungare ma la paura che il gluteo potesse farsi nuovamente sentire mi ha convinto a portare pazienza e a restare con loro. Al 18 km ho visto in difficoltà sia lui che la lepre e così mi sono deciso ad aumentare il passo.

Tempo finale: 1h03’09’’.
Personal best, migliorando di quasi 1’ il mio precedente sulla 21 km.
Che soddisfazione! La meritata ricompensa dopo quei giorni difficili e ingarbugliati.
Anzi, in gara, pensare al fatto che avevo rischiato di non essere lì a correre è servito, mi ha dato quella grinta in più che mi ha permesso di dare il massimo e non mollare.

Smaltita l’euforia per il bel risultato di Praga, è già ora di guardare avanti. Ora partirò per Tenerife insieme a Ruggero Pertile, per un altro ritiro in altura. L’obiettivo è mantenere la condizione e lavorare per fare un 10mila come si deve. E, ovviamente, preparare le gambe per la Moonlight Half Marathon del 27 maggio, la gara della mia squadra: 21 km su un percorso strepitoso, veloce e pianeggiante, ideale per fare un buon risultato. E a Jesolo, dopo la gara, ci sarà da divertirsi. Non si può mancare!
E voi, vi siete già iscritti?