Dopo il ritiro in Eritrea nel mese di febbraio, il nostro Eyob Faniel è partito di nuovo, insieme a Ruggero Pertile, questa volta con direzione Tenerife.
Lo abbiamo sentito e ci ha raccontato come sta andando.

Siamo arrivati al Teide, il vulcano di Tenerife già da alcuni giorni e così come succede sempre, quando si va in altura, abbiamo dovuto fare i conti con un iniziale periodo di adattamento.
Devo dire, però, che il ritiro di febbraio è servito, perché l’impatto è stato molto meno faticoso, nonostante qui ci si trovi a quota 2200 metri, molto più in alto rispetto ad Asmara.
Insieme a me c’è Ruggero, come sempre, e in più Luca Foglia, un atleta svizzero che si sta allenando con noi. 





Dopo i primi giorni di adattamenti ci siamo messi subito a lavorare sodo. Qui i percorsi sono impegnativi, ma davvero bellissimi. Non è un caso che il Parco nazionale del Teide sia Patrimonio Unesco.

Correre qui significa avere di fronte sempre paesaggi nuovi, ambienti diversi, dalla terra alla sabbia, bianca e gialla, dai prati alle montagne. Questo vuol dire che anche gli allenamenti più pesanti volano via spediti, nemmeno ti accorgi di macinare chilometri.
E questo rende tutto più semplice.
L’obiettivo per me adesso è uno: lavorare bene per migliorare sui 10km. Per questo sto facendo un lavoro diverso rispetto a quello che mi è servito per preparare la maratona. Faccio uscite più brevi e più veloci.
Non so ancora su quale 10mila mi butterò, è presto per dirlo. Quello che so è che devo cercare di lavorare bene e con continuità per raggiungerlo, come ho fatto negli ultimi mesi e come mi raccomanda sempre Ruggero, perché ho avuto la dimostrazione che i risultati così arrivano e in allenamento pesa meno la fatica. Quando ci si ferma per un qualche motivo poi riprendere è sempre più difficile.
E ora via, mi aspetta un’altra giornata di lavoro!