Sbagliando si impara, dicono. E il nostro Eyob lo sa bene.
La gara in Coppa Europa che si è svolta a Minsk, in Bielorussia, pochi giorni fa, la prima con la maglia azzurra per il portacolori del Venicemarathon, non è andata come avrebbe sperato. Capita, nell’atletica, nello sport in generale e anche nella vita. Ma lui ha capito quali sono stati gli errori e, superata l’amarezza, è pronto a farne tesoro per ripartire.
 
La mia prima maglia azzurra, ai campionati europei sui 10mila in pista.
E’ andata male, inutile nascondersi dietro a un dito.
Le aspettative erano molto alte, anche se per me l’obiettivo principale era entrare nella rosa della nazionale e quello lo avevo già raggiunto. Ero partito con l’idea che qualunque risultato sarebbe andato bene, ma dopo aver vinto gli ultimi due anni, la squadra aveva molta voglia di ottenere il terzo successo consecutivo, contro la Spagna.
Tutti, però, in squadra, abbiamo sbagliato la strategia di gara.
Il turco davanti è andato via subito molto veloce e gli spagnoli si sono attaccati, così abbiamo provato a stare con loro. Ma non è andata. Siamo partiti troppo forte per i nostri ritmi, soprattutto considerato il caldo che c’era e, chi più chi meno, alla fine  l’abbiamo pagata.
Ai 3mila sono passato in 8’26. Sarebbe stato meglio girare a 2’50’’/km, un passo che tutti avremmo potuto gestire meglio.
Gli spagnoli, dal canto loro, sono andati fortissimo e non hanno sbagliato nulla.
Dopo la gara abbiamo parlato con i dirigenti e con loro abbiamo avuto modo di analizzare i nostri errori in gara.
Al ritorno in Italia mi ci sono voluti un paio di giorni per smaltire la rabbia e la delusione. Ce l’avevo con me stesso per come era andata. L’emozione, le aspettative, l’ansia da prestazione e un po’ di agitazione per la prima maglia azzurra, hanno compromesso l’esito della gara.
Però ho capito i miei errori e sono pronto a farne tesoro. A partire da subito. Domenica sarò a Telese, in provincia di Napoli, per una 10 km internazionale e la settimana dopo a Treviso, sulla stessa distanza.

Comunque, al di là del risultato, sono contento: quella con la maglia azzurra è stata una bella esperienza e spero ci sarà presto occasione di indossarla ancora.