La settimana scorsa Lorenzo Possanzini mi ha intervistata per Agoradio sulla preparazione di un atleta per Venicemarathon. Mi ha posto una domanda curiosa sulla pratica dello stretching. Eccola:
 
Lo stretching è un incubo per molti sportivi ma allo stesso tempo è fondamentale per la prevenzione degli infortuni. Come andrebbe fatto e quando?
 
La prima cosa che ho notato è stata il termine “incubo”. Lo stretching, soprattutto dopo un allenamento, è atteso da molti atleti come un momento di relax dopo i chilometri corsi. Ho intuito che nella domanda Lorenzo si riferiva a se stesso e avevo ragione. Subito, di getto, gli ho risposto che se per lui era proprio un incubo, non lo doveva fare affatto. Qualsiasi azione compiuta malvolentieri e, di conseguenza, in modo non corretto non ha nessun motivo di essere messa in atto. Ma il mio interlocutore ha proseguito precisando che faceva stretching a lungo sia prima di un allenamento sia dopo. Così ho capito che, forse, era il caso di approfondire quale fosse la sua reale richiesta.
 
Per un runner lo stretching ha l’obiettivo di migliorare la mobilità articolare e la fluidità dei movimenti, non certo di arrivare a fare la spaccata come un ginnasta o avere l’iperestensione dorsale di un contorsionista. I tre punti sui quali prestare attenzione sono i polpacci, i quadricipiti e tutta la schiena poiché rivestono un ruolo importante nella meccanica della corsa. Quando, dopo un certo numero di chilometri, tenderanno a contrarsi e a perdere elasticità, aumenterà il rischio di infortuni.
Come in tutte le cose, però, ci vuole la giusta misura e servono alcune linee guida.
 
- Lo stretching deve essere fatto dopo un riscaldamento oppure a fine allenamento, quando il muscolo è caldo. Mai prima!
 
- Ogni esercizio di stretching è da fare sia a destra che a sinistra.
 
- Lo stretching è un esercizio “dolce” perciò non ci sono forzature. Una leggera tensione, senza mai oltrepassare la soglia del dolore.
 
- Le posizioni devono essere tenute per almeno una decina di secondi e senza molleggiare.
- il controllo della respirazione è parte integrante nell’esecuzione dello stretching. Fate attenzione a non trattenere il fiato!
 
Se volete una soluzione facile iscrivetevi a un corso di yoga o di pilates per podisti. Impiegherete solo un’ora del vostro tempo alla settimana ma ne trarrete grandissimi benefici. Namasté!