Ieri sera sono andata a correre alle ore 20:00. In programma avevo dieci chilometri ma sapevo già che, a quell’ora, era un azzardo. Sulla litoranea mi sarei aggregata ai podisti stagionali (versione estiva) che litigano per un pezzo di strada su cui correre. I vacanzieri, conclusa la loro giornata di abbronzatura sulla spiaggia, cercavano di attraversare la strada con carrelli stracarichi di ombrelloni, sdraio e contenitori igloo da picnic. Tutti a fare lo slalom fra le automobili che, a loro volta, pretendevano di viaggiare alla stessa velocità di sempre. Io, naturalmente, non avevo calcolato bene l’orario di tramonto e l’ultimo chilometro l’ho corso al buio. Non esattamente l’allenamento che avevo in mente.
 
Così ho deciso di invertire gli orari e, il giorno dopo, mi sono avviata presto la mattina, alle ore 6:30 per l’esattezza. E’ andata un po’ meglio perché il traffico era decisamente meno caotico e gli “spiaggianti” dormivano ancora come ghiri. I podisti erano sicuramente più numerosi e questo mi ha fatto un immenso piacere. Ma so già che, per i miei gusti, sarò costretta a partire ancora prima, per evitare il “caldo” delle 8:00, in questi giorni già oltre i 32°.
 
Questa settimana diversi runner mi stanno avvertendo delle vacanze imminenti per darmi istruzioni su cosa saranno in grado di fare. Potrebbe essere uno studio sociale o psicologico interessante per qualche studente in materia perché, in situazioni identiche, ognuno reagisce in modo diverso. Indipendentemente dalla destinazione, sia essa mare o montagna, c’è chi vede la propria vacanza in luce positiva (“Sarò in montagna e possiamo inserire allenamenti con salite”) e chi è pieno di timori (“Sarò in montagna, ci saranno tante salite, non caricarmi troppo!”). Alcuni non vogliono disturbare il ritmo familiare (“Non posso correre in vacanza!”) e altri provano, come me, di correre all’alba o al tramonto.
 
Lo sport, la corsa, non deve diventare uno stress ulteriore alla nostra vita e se lo è va riprogrammato! D’altronde se il 22 ottobre sarete con noi alla Venicemarathon uno stop di due settimane potrebbe essere fatale per la vostra preparazione. Ecco alcuni suggerimenti per passare una bella vacanza, includendo la corsa.
 
-    Non è necessario seguire per filo e per segno i vostri allenamenti scritti mentre siete in vacanza, a meno che non stiate partecipando ai mondiali IAAF di Atletica Leggera a Londra di questi giorni. Tracciare una falsa riga degli stessi potrebbe essere una buona soluzione. Tirate la somma dei minuti o dei chilometri che sono programmati e fate del vostro meglio. L’importante è non perdere la costanza delle uscite.
 
-    Sostituire la corsa con altra attività in regime aerobico. Sì alla nuotata in riva al mare o il trekking (a ritmo spedito!) in montagna. Se, invece, in programma avete la vista al museo, alzatevi prima e fate due passi di corsa prima di colazione.
 
-    Potreste “saltare” un’intera settimana di allenamenti senza fare danni, soprattutto se quel tempo è occupato da ore di riposo. Se le settimane diventano due, punterei sul minimo indispensabile di tre uscite di corsa sapendo che, tornati a casa, ci rimetteremo al lavoro, presumibilmente riposati!
 
PS: Mancano poche settimane alla Venicemarathon. Vi siete già iscritti?
 
Julia Jones si trova online a www.juliajones.it
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