Se non l’avete notato questo nostro appuntamento settimanale è scritto sia in italiano che in inglese, la mia madrelingua. Sono entrambi scritti da me, naturalmente, perché ci tengo che la traduzione sia fatta senza forzature. Inizio ogni articolo con un’idea e poi l’argomento mi porta a decidere se sono più ispirata in una lingua o nell’altra. Oggi pensando di partire in inglese ho chiesto a mio marito se ci fosse l’equivalente, in italiano, dell’espressione “a elephant in a room”. Lui mi assicura che è un modo di dire tipicamente anglosassone, perciò provo a spiegarvelo. Un elefante in una stanza è una metafora per un problema ovvio che nessuno vuole affrontare. Nel nostro caso l’elefante nella stanza è l’infortunio del podista.
 
Se corri, prima o poi, ti infortunerai. Lo so, detto così è brutale, ma è la semplice verità. Lo stress meccanico di tutte le attività di movimento è traumatico per definizione. Correre non è da meno. Ecco perché è importante aumentare il chilometraggio settimanale con gradualità, fare esercitazioni compensative e apprendere la tecnica di corsa per muoversi nel modo più corretto possibile. La fase più delicata in cui registro un aumento del rischio infortuni, durante la preparazione per la maratona, coincide con l’aumento del chilometraggio di una singola seduta. Per voi che correrete la Venicemarathon a ottobre, quel momento dovrebbe essere, più o meno,…adesso!
 
Non è possibile descrivere ogni possibile infortunio qui. Lo spazio non ce lo permette. Comunque posso darvi tre semplici suggerimenti da tenere in mente.
 
-    Imparate a distinguere fra un dolore reale e un semplice affaticamento. Un certo tipo di fatica muscolare è voluto ed è utile. Lo si riconosce perché è bilaterale (si sente sia a destra che a sinistra), è costante (e non aumenta), si assorbe col tempo (sparisce dopo 2/5 giorni). Qualsiasi dolore al di fuori di questa descrizione dovrebbe essere esaminato più attentamente.
-    Non correre non significa fermarsi. Se a metà del vostro percorso verso la maratona dovete astenervi dalla corsa per più giorni, trovate il modo di muovervi ugualmente. Cercate un tipo di attività che non aggrava sul vostro infortunio. Il nuoto, in genere, va bene per tutti, fate una prova in bici per capire se possa andare bene. E poi andate a tutto gas! Se sarete costanti, a guarigione avvenuta, tornerete a correre senza aver perso la condizione muscolare e organica.
-      Se un dolore persiste o si aggrava, cercate uno specialista immediatamente. E qui non si scherza. E’ vero che spesso un dolore arriva inspiegabilmente, rimane per settimane e sparisce nello stesso modo, ma se continua, modificando addirittura il vostro stile di corsa, rischiate di peggiorare la situazione con danni permanenti. Rivolgetevi a un fisioterapista o a un osteopata. In quest’ultimo caso accertatevi che sia nel registro degli Osteopati consultando il sito www.roi.it .