Procede senza pause il ritiro di Eyob Faniel a Livigno. Per arrivare preparato agli Europei di Maratona di Berlino, d’altra parte, servono un impegno senza riserve e la massima concentrazione. Vi siete mai chiesti come si allena un professionista per un appuntamento così importante? Lo abbiamo chiesto a lui.
Ps. se invece siete alla vostra prima maratona, per voi saranno perfetti i consigli di Julia Jones.



I giorni qui a Livigno passano veloci, tra allenamenti e… allenamenti! D’altra parte l’obiettivo della stagione, gli Europei di maratona a Berlino, è quanto mai vicino.
Spesso mi chiedono come ci alleniamo noi professionisti per una gara così importante.
Certo, non posso svelare tutti i nostri segreti (!!!) ma i principi di base restano gli stessi di chi, pur non essendo professionista, ha una certa dimestichezza con la 42 e la sua preparazione e ha come obiettivo quello di migliorare il suo personale sulla distanza.
Prima di tutto occorre ricordare che una maratona non si improvvisa. Servono almeno tre mesi per prepararla bene, e per “bene” intendo non solo migliorando il proprio crono, ma anche evitare il famigerato muro del 30-35 km e arrivare al traguardo senza inutili sofferenze né ricadute negative sul fisico.
Una volta che avete battezzato la vostra maratona, dunque, iniziate ad allenarvi almeno tre mesi prima. Come? Prima ancora di iniziare a caricare con i km, è importante inserire una fase propedeutica di lavori di potenziamento, anche in palestra, per preparare il fisico a reggere lo stress delle settimane successive. Calcolate una o due settimane, per questo.
Dopo di ché iniziate pure a programmare le vostre tabelle, a cadenza quindicinale.
Tenete presente che per preparare bene una 42 km dovrete combinare nel modo corretto non solo i lunghi, ma anche i medi, la velocità e la potenza anaerobica.
Quanto ai lunghi, potete iniziare da 27-28 km e poi, mano a mano, aumentare la distanza. Uno o due giorni dopo il lungo, inserite dei lavori di velocità, per trasformare i km.
Nella tabella per una maratona non può mancare il medio; per questo tipo di allenamento vale il discorso già fatto in precedenza per la mezza maratona, adeguando ovviamente le distanze in modo proporzionale.
Non dimenticate, poi, i lavori di potenza aerobica, alternando velocità e recupero, attivo o passivo.
Dopo alcune settimane di questa routine, a circa due mesi dalla data della maratona, inizia il lavoro vero, quello che vi permetterà di fare la differenza. I lunghi aumentano di qualità: i 25 km per voi devono diventare la base, da correre al ritmo della vostra andatura e a cui aggiungere altri 10 km di variazioni. È con questo tipo di lavoro che allenate davvero il vostro corpo a bruciare la benzina giusta. E questo è ciò che vi permetterà di superare indenni il muro dei 35 km.
Tenetevi l’ultimo mese di scarico, prima della gara e, nell’ultima settimana, mi raccomando, fare il carico di carboidrati.
Non proprio una passeggiata, lo riconosco. D’altra parte lo sappiamo bene, nella corsa nessuno ti regala niente. E forse è proprio per questo che la amiamo tanto.