Nicola Zuccarello si esprime con la stessa velocità con la quale corre: sempre molto rapidamente ma scegliendo con cura le parole. E’ uno dei più giovani della squadra della Venicemarathon, in tutti sensi: all’anagrafe ed avendo iniziato a correre soltanto una decina di anni fa. Sportivo da sempre, ha giocando a calcio nelle sue zone, sui Colli Euganei, per poi dedicarsi alla Mountain Bike a buon livello.

Sognava di andare a vivere in Australia ed aveva, addirittura, già pronte le valigie quando ebbe il classico incontro fatale che ti cambia la vita, incontrando Federica che presto portò all’altare. Con il colpo di fulmine seguì il trasloco a Porto Viro per starle accanto. Doveva solo cercare un altro sport da praticare su terreni piatti. “Sono sempre stato attratto dagli sport di endurance,” dice Nicola, detto “Zucca”. “Inoltre, sentivo una forte esigenza di mettermi alla prova e fare qualcosa di veramente sfidante. Intorno alla nostra nuova casa c’era tanta campagna e strade lunghe e piatte per chilometri e chilometri. Così decisi di mettermi a correre”.

Nicola è alto e super leggero. Si allenava quattro volte a settimana con un unico paio di scarpe, arrivate in pessime condizioni alla partenza della sua prima maratona. Nonostante ciò tagliò il traguardo in 3h e 13’. “Ero soddisfatto ma ho capito subito che ne avevo ancora, così mi sono ripromesso di migliorare.”

Tre anni fa la famiglia Zuccarello ha dato il benvenuto al primogenito, Enea, e la corsa ha preso un’altra dimensione. Oggi Nicola preferisce dedicare la maggior parte del suo tempo libero al figlio e trovare piccoli spazi per allenarsi. Si alza prima delle cinque di mattina per fare un novantina di minuti di corsa prima di andare a lavorare. Nel fine settimana, la sveglia è sempre puntata all’alba, ma raddoppia il tempo dedicato alla corsa tanto, poi, si torna a casa e si fa colazione in famiglia.

Ad ottobre sarà pronto per capitanare il gruppo pacer delle tre ore. “Il gruppetto che ci segue da Stra è composto da circa trenta atleti. Si procede sempre compatti e senza intoppi fino al Parco di San Giuliano (al trentesimo chilometro) ma da quel punto in poi subentra la stanchezza e la paura di non farcela. Quelli che rimangono fiduciosi e convinti, arrivano in fondo anche con anticipo” .

E il nostro Zucca ha un sogno nel cassetto? “L’anno scorso, per vari motivi, ho dovuto rinunciare proprio il giorno prima di partire per lo Spartathlon. Ecco, mi auguro in futuro di poter correre davvero quella gara. Sempre nei miei sogni c’è Enea che mi aspetta con un buon bicchiere di vino in mano”. Noi di Venicemarathon glielo auguriamo!