Era il 1999 e Dimitri Peron si trovò a Venezia per correre la mitica maratona. C’era un’aria fresca e una leggera pioggia che avrebbero, sicuramente, facilitato un tempo veloce in gara. Nonostante fosse la prima maratona per Dimtri, si sentiva sicuro dal fatto che era stato da sempre uno sportivo. Già alla scuola media era un assiduo frequentatore del gruppo sportivo scolastico partecipando, poi, ai Giochi della Gioventù. Vivendo nella zona di Bassano del Grappa con le montagne alle spalle l’attrazione per l’Orienteering come sport agonistico fu naturale per lui. E’ arrivato fino a competere ai Campionati Italiani, con grandi soddisfazioni personali. L’impegno per lo sport agonistico, però, era diventato così importante da essere inconciliabile con lo studio alla facoltà di Scienze Forestali. Così ha pensato che, per tenersi in forma, avrebbe potuto comunque continuare a correre mentre studiava, allungando le distanze sino alla maratona.

Dimitri ricorda i pensieri di quell’avventura. “Correre una maratona mi sembrava quasi una scelta “facile” confrontata con gli allenamenti che facevo per preparare una gara di Orienteering”.

Arrivò al traguardo di quella prima Venicemarathon in 3h00’06”. Sicuramente in molti gli avranno detto: “peccato per quei sei secondi!”

 
Appena due anni dopo Dimitri ritornò alla Venicemarathon per fare la “lepre” diventando, oggi, il pacer più longevo d’Italia! E quei primi anni di corsa hanno coinciso con una decisa svolta nella sua vita. È diventato professore di una scuola superiore dove insegna sericoltura; si è unito alla sua compagna Sara ed è nato Giovanni, che oggi ha nove anni. Venicemarathon rimane per lui un punto fermo e il prossimo ottobre, per la quindicesima volta, guiderà un gruppo (quello delle 3h20’). “In questo periodo corro da quattro a cinque volte alla settimana. Per conquistare Venicemarathon è meglio fare qualche allenamento, tanto per stare sulle gambe, intorno ai trenta chilometri.” sottolinea Il nostro pacer Dimitri. “Poi ad ottobre condivideremo il percorso, un’avventura. Arrivare in fondo sarà bellissimo”.