Archiviato il cross di Campaccio, dove ha conquistato un ottimo decimo posto, il nostro Eyob è partito per Doha, negli Emirati Arabi. Per una vacanza? Ovviamente no. Doveva essere il raduno della nazionale ma l’assenza di Meucci e Salami ha convinto i vertici azzurri a rimandare l’appuntamento. Ogni occasione è buona, però, per correre.


Finalmente un po’ di vacanza!
No, ok, sto scherzando!
Lunedì sono arrivato a Doha, capitale del Qatar, dove venerdì 12 gennaio mi attende la Ooredoo Doha Half Marathon 2018.
Il previsto raduno della Nazionale è stato annullato per l’assenza di Meucci e di Salami così ho pensato di approfittare del viaggio per gareggiare: io e Sara Dossena – che si sta preparando per i Campionati del Mondo di Mezza Maratona a Valencia del prossimo 24 marzo - siamo tra gli atleti d’élite internazionali invitati alla mezza maratona.
Gli atleti nella lista dei partenti sono di livello internazionale e arrivano davvero da tutto il mondo: Inghilterra, Germania, Usa, Australia; ci sono detentori di record mondiali e nazionali, campioni olimpionici e campioni nazionali.
Un nome su tutti: Mo Farah. Sì, ci sarà anche lui.
Certo, avrei preferito fare questa gara in un periodo di forma migliore. Ho ripreso gli allenamenti da poco più di un mese, dopo lo stop post maratona, e non posso dire di aver recuperato il 100% della forma. Ciononostante sono qui per fare una buona gara e per dare, come sempre, il massimo.
Per me sarà comunque un’esperienza internazionale importate, di cui fare tesoro, anche perché sulla linea dello start ci saranno molti dei miei avversari ai prossimi campionati europei di maratona, a Berlino.
Non solo: la gara di venerdì sarà un ottimo test per verificare la condizione.
Negli ultimi mesi ci siamo concentrati soprattutto sulla forza, tralasciando resistenza e velocità e i risultati del lavoro fatto si sono visti al cross di Campaccio: ho reso meglio di altri sui saliscendi, nelle curve strette e dove c’era molto fango, mentre in piano ho perso sempre qualche metro rispetto agli avversari. Insomma, quel tipo di preparazione ha pagato, in termini di forza muscolare, ora però è il momento di tornare a lavorare sulla velocità.
La mezza maratona sarà una gara tattica, perché senza lepri. Peccato non potermela giocare al meglio della mia condizione, come avrei fatto, ad esempio, a novembre, mentre preparavo la maratona: in quel caso non dico che avrei potuto vincere ma sicuramente avrei potuto tenere testa ai miei avversari fino alla fine.
Comunque sarà un valido banco di prova, una tappa importante nel percorso che mi porterà agli Europei di Maratona, ad agosto a Berlino, e prima ancora al raduno in altura tra gennaio e febbraio.