Prosegue per il nostro Eyob Faniel il ritiro in Eritrea. Per lui questo è un momento delicato e importante della preparazione: si lavora sodo perché i prossimi importanti obiettivi sono davvero dietro l’angolo.

Dopo i primi giorni, che mi sono serviti per ambientarmi, dal punto di vista dell’altitudine e della temperatura, i ritmi di allenamento e il lavoro si sono fatti più intensi.Qui le condizioni sono ideali per allenarsi. L’altura aiuta la preparazione e le temperature, che oscillano tra i 20 e i 25 gradi, ci permettono di allenarci in tranquillità.Le giornate sono intense e scandite dalle uscite di corsa, ma non solo.La sveglia è alle 6.30, per iniziare il primo allenamento della giornata, che ci tiene impegnati fino alle 9.30. Dopodiché si torna in albergo, si mangia e ci si riposa, magari approfittando della pausa per un massaggio muscolare rigenerante.Dopo pranzo, alle 16.30 si parte per la seconda uscita della giornata.A queste si aggiungono i lavori in salita e in palestra, che servono per il potenziamento.Insomma, diciamo che stiamo lavorando a 360 gradi.Le uscite prevedono sempre sia lavori di resistenza che di qualità, stiamo lavorando sul fondo e sui chilometri ma anche sui ritmi gara. D’altra parte gli europei di mezza maratona, che si correranno a marzo, a Valencia, sono davvero vicini e la preparazione deve necessariamente essere curata in ogni aspetto.Sarò ancora qui in Eritrea, ad Asmara per una decina di giorni. Il 2 marzo rientreremo e ad aspettarmi ci sarà una mezza maratona, quella di Parigi.Per me sarà un test importante.Avrò ancora la preparazione nelle gambe e le criticità del rientro, ma sarà la prima occasione per verificare i benefici del lavoro fatto in altura.Tutta la fatica di questi giorni, dovrà essere trasformata. Questo per me sarà un anno di appuntamenti importanti e voglio farmi trovare preparato.