Il conto alla rovescia è iniziato: ancora pochi giorni ed Eyob Faniel, portacolori del Venicemarathon Club, vestirà di nuovo la maglia azzurra. Sabato 24 marzo sarà a Valencia per partecipare ai Mondiali di mezza maratona.

La convocazione ufficiale da parte della Nazionale è arrivata nei giorni scorsi ma da settimane mi stavo preparando per l’obiettivo dei mondiali di Mezza Maratona a Valencia.
E ora manca davvero pochissimo.
Oggi partirò alla volta della Spagna, così da avere a disposizione qualche giorno di tempo per acclimatarmi.
La gara partirà sabato 24 marzo e vestire di nuovo la maglia azzurra sarà una bella emozione, oltre che uno stimolo in più.
Dopo il rientro dal ritiro in Eritrea, io e Ruggero ci siamo concentrati su lavori specifici in preparazione di Valencia, mentre gli ultimi giorni li abbiamo ovviamente dedicati allo scarico.
Difficile però dire come potrà reagire il mio fisico. Dopo i chilometri accumulati in altura non è così immediato passare a lavori di qualità. Ci sono giorni in cui mi sembra di non poter dare molto e invece ne escono ottimi allenamenti o viceversa. Quindi anche per Valencia non so fare previsioni.
In attesa della gara, però, ho cercato di capire chi saranno gli atleti alla partenza. La concorrenza è molto agguerrita ma c’è di buono che, con molta probabilità, si formeranno diversi gruppetti, ognuno con il suo passo. Non sarà difficile trovare quello giusto a cui attaccarmi e questo sicuramente sarà di grande aiuto. A Parigi ho dovuto correre da solo per 20 km e in quelle condizioni, senza punti di riferimento, è difficile fare un buon tempo. Il fatto di esserci riuscito comunque, migliorando anche se di poco il mio personale, mi fa ben sperare in vista dei Mondiali.
A Valencia le condizioni di partenza sono migliori, anche dal punto di vista meteo. A Parigi me la sono dovuta vedere con freddo, pioggia e vento, mentre per sabato le previsioni danno bel tempo e una temperatura compresa tra 10 e 20 gradi: l’ideale per correre.
Anche il percorso sarà più agevole: a Valencia è molto veloce, mentre a Parigi i saliscendi impediscono di tenere un passo costante.
Insomma, i presupposti per fare bene ci sono e la preparazione è stata completata come da programma.
Non mi sono dato obiettivi di tempo o classifica: punto a dare il massimo e, se possibile, a migliorare ancora il personale sulla distanza.
Tutto quello che verrà, sarà bene accetto.