Un nuovo personal best sulla distanza, un ottimo 37° posto in classifica generale e il primo tra gli atleti azzurri.

Per Eyob Faniel non si può dire che la trasferta di Valencia, per i Mondiali di Mezza Maratona, sia andata male; eppure lui non è pienamente soddisfatto. E ci spiega perché.

Arrivare 37° assoluto in un mondiale, migliorando il personale, non è sicuramente un risultato di cui lamentarsi, lo so. Se però devo analizzare la gara di domenica a Valencia non posso dirmi del tutto soddisfatto.Ho pagato un po’ d’inesperienza. Era la prima volta che mi trovavo al via con così tanti top runner, un centinaio circa. Quando il livello è così alto e il gruppo così numeroso, le strategie necessariamente cambiano e questo l’ho imparato domenica.In gara, però, questo mi ha colto alla sprovvista.Sono partito come faccio sempre, senza forzare. Mi sono messo in coda al gruppo di testa, per essere un po’ più riparato dal vento, ma quando i primi hanno cambiato passo mi sono fatto trovare impreparato. Il gruppo di testa è andato via e mi sono ritrovato dietro. Quando ho deciso di cambiare passo, ormai era troppo tardi per riprenderli, ma almeno sono riuscito a rimontare diverse posizioni.L’ultimo km ho corso a 2’41’’/km e non va bene. Non va bene perché vuol dire che ne avevo ancora tanto, troppo.
Quindi sì, sono contento del personale, da 1h02’49’’ a 1h02’37’’, del 37° posto assoluto, ma so che potevo fare meglio e devo fare meglio. La gara di Valencia, comunque, mi è servita come esperienza. Un’esperienza che voglio far fruttare molto presto, alla prossima 21 km. Quando? Tra una decina di giorni. Lascerò passare la Pasqua e poi ci riproverò e questa volta il mio obiettivo sarà partire subito forte e tenere un ritmo alto fino alla fine, invece di partire cauto e gestire la gara in progressione, come ho fatto fino ad ora, anche a Valencia.Sento che posso farcela a scendere sotto l’1h02’’ e voglio provarci subito, sfruttando la scia del lavoro fatto in altura.Sarà l’ultima mezza di questa prima parte della stagione, dopodiché mi concederò di rallentare un po’. Non sarà una pausa, no, ma allenterò i carichi di lavoro perché poi inizierò a preparare il prossimo importante appuntamento: i Campionati Europei di Maratona, a Berlino in agosto.