Correre è un’attività che favorisce il benessere grazie al rilascio nel cervello di sostanze che promuovono allegria e felicità.
 La frase che si sente dire molto spesso è: “Dopo aver corso sto meglio”. La riduzione dello stato di ansia e dello stress dopo l’attività fisica è data dall’aumento di serotonina e altri neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore. Si può dire che attività fisica, benessere, lucidità mentale, dieta sana sono tutti collegati tra loro.
Una dieta ricca in frutta e verdura garantisce l’assunzione di vitamine, minerali, antiossidanti, ma va associata ad un adeguato apporto proteico. Le proteine contengono triptofano, il precursore della serotonina, che favorisce un aumento dei livelli della stessa nel cervello.

Cos’è la serotonina?
Un neurotrasmettitore che nel linguaggio comune viene collegato allo stato di benessere, è chiamato “ormone della felicità”.  La serotonina è coinvolta nella regolazione della fame, dell’umore, del sonno, delle risposte emotive. Viene sintetizzata a partire dal triptofano: amminoacido essenziale, non viene prodotto dall’organismo, ma come anticipato prima, va introdotto con la dieta.
Parlando di sport appare evidente il legame tra benessere mentale e stato di salute generale, secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) lo stato di salute è definito come uno “stato totale di benessere fisico, mentale e sociale”.
Quindi tutto ruota intorno alla serotonina.
La sintesi di serotonina aumenta con l’esposizione alla luce solare, infatti il suo dosaggio nel cervello aumenta nelle ore diurne e diminuisce con il buio.
La corsa e un regolare esercizio fisico come sono coinvolti nel benessere generale?
Durante l’attività motoria aumentano il rilascio e la sintesi di serotonina e di triptofano, il suo precursore. Il triptofano persiste a lungo nel cervello anche dopo la fine dell’attività ed essendo presente in elevate quantità viene trasformato in serotonina. Tutto questo porta alla fine a un senso di benessere generale protratto nel tempo.
La fatica durante lo sforzo prolungato è associata a un’elevata quantità di triptofano e serotonina e a una diminuzione dei livelli di BCAA nel sangue, quindi l’introduzione di BCAA riduce il senso di affaticamento durante l’esercizio fisico perché limitano il trasporto di triptofano nel cervello.
Praticamente: più BCAA nel sangue, meno triptofano nel cervello= meno fatica durante l’attività.
Concludendo non rimane altro da dire che: allacciatevi le scarpe e uscite all’aria aperta!


Dott. sa Annalisa Faè, R&D ProAction