Molte persone che conosco (sì, proprio te!) usano i figli come scusa per non fare attività fisica. Dicono che non vogliono "perdere tempo" in attività solitarie e preferiscono fare qualcosa insieme ai figli, che non hanno nessuno che possa badare a loro. Io invece ho sempre cercato di includere i miei figli nelle mie attività sportive o di partecipare alle loro.
Prima di avere i miei due figli mi chiedevo come avrei potuto continuare a correre, nuotare, andare in bicicletta. Non ho parenti vicini su cui contare e mia suocera vive a 700 chilometri di distanza. Inoltre mio marito all’epoca lavorava quattro giorni alla settimana fuori città e in quei giorni ero completamente da sola con i bimbi. Se c’era qualcuno con una buona scusa per non essere attiva, quella ero io! Ho dovuto trovare un modo per fare attività senza nessun aiuto. Dovevo sfruttare tutta la mia energia creativa e pensare a nuovi modi di allenarmi mentre continuavo a perseguire i miei obiettivi di corsa o di triathlon.
Quando erano neonati, andavo a fare una passeggiata con loro con un marsupio o aspettavo che sonnecchiassero per “correre” un po’. Dico “correre” ma sarebbe più corretto dire "muovermi il più possibile in modi diversi". Facevo circuiti di esercizi diversi in casa o in giardino. Correvo su e giù per le scale passando spesso dalla culla per vedere stesse dormendo. A volte mi concedevo il lusso di prendere una babysitter o scambiare il tempo con un'altra mamma runner. Il “lungo” veniva fatto non appena tornava mio marito dai suoi viaggi di lavoro.
Quando sono cresciuti e hanno imparato a stare seduti, tutto è diventato più semplice, perchè avevo il mio baby jogger. Per mia figlia non era un problema, adorava quel passeggino. Mi sono allenata per una maratona con lei dentro e stava tranquilla anche per due ore. Mio figlio, dieci anni dopo, era l’opposto. Non facevo in tempo a riscaldarmi che iniziava a piangere. Nessuna maratona per me quell'anno ...
Con il passare degli anni e la loro crescita, inventai diversi modi per includerli nei miei allenamenti di corsa: li portavo ai giochi nel parco correndoci intorno, giocavamo a pallone su un campo e correvamo come pazzi; continuavo a inventare circuiti che loro facevano (come potevano) insieme a me.
Approfittavo dei loro corsi di ginnastica per uscire fuori e correre nel parco adiacente. Li portavo alla lezione di nuoto e mi tuffavo nella vasca accanto. La bici sui rulli è stata utilizzata in ogni momento.
Alla fine della loro infanzia c’è stato un grande cambiamento, cioè quando mio figlio ha imparato andare in bicicletta. Quella primavera ha iniziato a seguirmi in alcuni allenamenti. Dopo pochi mesi ero io a seguire lui. Alla fine dell’estate siamo arrivati a 10km di corsa/bici e devo dire che oggi quelle uscite sono alcune tra i ricordi più preziosi che ho di lui da bambino. Mi parlava spensierato di argomenti di ogni genere e se non stava pedalando troppo velocemente, io provavo a rispondere. Con il fiato corto non era facile!
Alla fine, potete correre e contemporaneamente trascorrere del tempo di qualità con i vostri figli. E’ solo una questione di organizzazione e buona volontà da parte di entrambi.